mario cipollini
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L’Italia è in ginocchio e Mario Cipollini ha intenzione di aiutarla, coinvolgendo l’intero mondo del ciclismo. Il ‘Re Leone‘ non vuole stare con le mani in mano, anzi chiama a raccolta i suoi ex colleghi e la Federazione per intervenire, restituendo agli italiani tutto l’amore ricevuto durante le gare.

mario cipollini
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Intervenuto ai microfoni della Gazzetta dello Sport, Cipollini ha ruggito: “in questo momento mi sento il c.t. della generosità del ciclismo. E dico: dove siamo noi ciclisti nella tragedia dell’Italia di oggi? Su, muoviamoci, apriamo il portafogli, diamoci da fare. Dobbiamo essere per lo sport quello che hanno fatto Fedez e la Ferragni. Ispiriamoci a Gino Bartali, ricordiamoci di che cosa ha fatto in silenzio per salvare gli altri. Se abbiamo una coscienza al di là dei nostri egoismi, muoviamoci. Lo dobbiamo alla gente di questa nazione“.

Tour de France
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Sulla possibile ripresa della stagione, Cipollini ha ammesso: “capisco gli atleti, lo sono stato anch’io. Sono concentrati sul loro mondo, quando si riprende, se e come si riparte, fanno i rulli, pensano agli obiettivi. Ma non posso pensare che non guardino a che cosa succede intorno. Ognuno cerca di salvare la propria attività, è normale, ma adesso la priorità è la salute. Il ciclismo è lo sport del popolo e deve fare qualcosa per l’Italia. Questo è il momento di essere una vera squadra. E’ la volata più importante che dobbiamo vincere. E, partendo dalla mia esperienza di paziente, dico che il ciclismo deve diventare una coronaria di generosità che arrivi al cuore della gente. Raccogliamo fondi, compriamo respiratori, facciamo qualcosa”.