Dietmar Hopp
Foto Getty / Thomas Lohnes

Nella giornata di ieri in Bundesliga è accaduto qualcosa di particolare, capace di superare i confini nazionali e far notizia in tutto il mondo. Durante la partita fra Hoffenheim e Bayern Monaco, i tifosi ospiti hanno esposto degli striscioni di protesta contro Dietmar Hopp, patron dell’Hoffenheim, costringendo l’arbitro a fermare la partita. La dirigenza del Bayern Monaco si è subito esposta, in prima persona, in favore di Hopp e contro i propri tifosi, mentre i giocatori, rientrati in campo, hanno palleggiato a centrocampo fino a fine partita in segno di solidarietà.

Dietmar Hopp
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Un odio che non è unicamente circoscrivibile alla curva del Bayern, ma che interessa gran parte delle squadre della Bundesliga. Quest’oggi la partita fra Union Berlino e Wolfsburg è stata sospesa per dei cori contro Hopp, in passato la curva del Borussia Dortmund aveva esposto degli striscioni con un mirino disegnato sul volto del miliardario. Ma da dove nasce l’odio verso Dietmar Hopp? In Germania le squadre senza tradizione, create a suon di milioni, generano sempre un certo malcontento. È il caso dell’RB Lipsia, tirata su dai bassifondi delle serie inferiori con i soldi della multinazionale Red Bull, capace di stravolgerne nome, simbolo e divise nel cammino fino al top della Bundesliga. Discorso simile, ma non del tutto uguale per l’Hoffenheim.

Dietmar Hopp
Foto Getty / Thomas Lohnes

Dietmar Hopp, re dei software con SAP, nonchè uno degli uomini più ricchi di Germania, nel 2000 è diventato azionista del club del quale era stato giocatore in gioventù. Nel giro di 8 anni, lo sconosciuto Hoffenheim è passato dalla 5ª Divisione alla promozione in Bundesliga, togliendo il posto a squadre con una maggiore tradizione e spesso un maggiore legame con la storia cittadina e la popolazione. Una scalata arrivata grazie ai dispendiosi investimenti di Dietmar Hopp che non ha migliorato soltanto la rosa, ma anche le strutture del club, il settore giovanile dal quale è arrivato Niklas Sule, e lo scouting che ha scoperto Roberto Firmino.

La ciliegina sulla torta è stata la realizzazione della Rhein-Neckar-Arena, uno stadio dal costo di circa 100 milioni che vanta 30.000 posti, situato a Sinsheim (cittadina da 35.000 persone, contenibili quasi tutte nello stadio!) nel quale gioca l’Hoffenheim, squadra di una frazione che conta solo 3000 persone. Uno sproposito secondo molti. A tutto ciò va aggiunta la regola del ‘50+1‘, norma che in Germania vieta ad un investitore di avere la maggioranza di un club. Regola ‘aggirata’ dal fatto che Hopp abbia investito nel club per 20 anni, ottenendo dunque la possibilità di diventare proprietario dell’Hoffenheim: uno schiaffo alle rigide norme economiche della Bundesliga, secondo gli avversari.