valentino rossi

La storia ‘d’amore’ tra Valentino Rossi e Dainese è davvero speciale e impossibile da scalfire. Il Dottore veste le tutte realizzate dal brand sin da quando era giovanissimo, grazie all’esperienza del padre Graziano, ex pilota. Proprio grazie a questo speciale rapporto, il nove volte campione del mondo ha deciso di fare un regalo speciale a Dainese, ma soprattutto a tutti i suoi fan, mostrando un posto segretissimo realizzato nel tempo. Ci sono voluti circa 10 anni per creare questo ambiente speciale, la “Stanza Segreta” di Valentino Rossi: una sorta di museo dove il Dottore ha conservato tute, caschi, guanti e tantissimo altro.

La Dainese era l’eccellenza già a quei tempi, ma durante gli anni anche i competitor si sono avvicinati molto e Dainese hanno provato a fare cose nuove, l’innovazione più grande è stato l’airbag, all’inizio ero un po’ titubante perchè la tuta era diversa da mettere, un po’ più scomoda e pesante e non avevo capito il miglioramento della sicurezza, quindi ho spinto per fare migliorare e da lì a due anni il sistema è migliorato moltissimo, adesso è quasi come se non c’è quindi hai solo i vantaggi“, ha raccontato Valentino Rossi in un primo video, di quattro, pubblicato da Dainese.

Questo posto nasce dalla mia passione per le tute, caschi, gli stivali i guanti e tutte le cose da corsa della mia carriera, durante gli anni ho sempre cercato di tenere più tutto possibile, intorno il 2006  è nato il problema di dove metterle perchè iniziava ad esserci tanto materiale, e visto che c’erano tante cose, anche le coppe, i ricordi, i cappelli dei podi ei vari premi, abbiamo pensato ad una stanza che abbiamo trovato in questo posto, prima era un’officina, piano piano abbiamo pensatocome fare per poterci mettere dentro tutto in ordine, per poter avere un museo segreto, un posto dove mettere tante cose indimenticabili“, ha spiegato poi Valentino Rossi.

Qui è tutto climatizzato, d’inverno è caldo, d’estate è freddo, abbiamo preso un po’ di segreti dalla Dainese. Ci abbiamo messo una decinda d’anni ad arrivare a questo livello, intervallati, quello che mi piace di più è portare i miei amici o gli altri piloti dell’Academy o qualcuno che non se l’aspetta, gli dico ‘vieni vieni che ti faccio vedere una cosa’, saliamo su col montacarichi e quando arrivano qua che non se l’aspettano mi piace vedere la loro faccia. E’ un posto un po’ magico“, ha continuato.

“Non mi sono mai messo dei limiti, non ho mai pensato quanti anni correrò, a 14 anni queste domande non te le fai, abbiamo fatto il primo mobile e pensavamo di starci facile, dopo invece non ci siamo stati e abbiamo dovuto fare il secondo poi dal secondo abbiamo fatto il terzo ed è pieno anche quello“, ha affermato ancora.