petrachi
Gabriele Maltinti - foto Getty

Il ds della Roma, Gianluca Petrachi, è letteralmente furibondo. Al dirigente giallorosso non sono andate giù critiche e calunnie nei suoi confronti ed ha voluto replicare con toni forti ad alcune chiacchiere fatte negli ultimi giorni.

Voglio parlare perché ultimamente si dicono delle cazzate e se non fermi l’emorragia le cose passano per vere – le parole del d.s. della Roma riportate dalla Gazzetta dello sport -. Ho detto subito che questo era l’anno zero, sono stato chiamato dalla proprietà per provare a recuperare gli errori degli anni precedenti, soprattutto quelli fatti negli ultimi due. Mi sono calato con entusiasmo nella parte e in sei mesi penso di aver fatto una gran mole di lavoro. Sto portando avanti con convinzione il credo che la società mi aveva imposto. La Roma ha fatto una vera e propria rivoluzione, facendo uscire 20 giocatori e prendendone 14. La Roma non compra giocatori a 70 milioni, ma con quei soldi di giocatori ne prende 7. E quando ci sono delle rivoluzioni alcune cose escono bene e altre meno“.

Ma non è tutto, lo sfogo di Petrachi prosegue smentendo anche qualsivoglia voce in merito agli screzi con Dzeko: “Non amo le calunnie di alcuni media, la mia schiena è sempre dritta. Attaccatemi anche, cercherò di non essere spappolato, ma di certo metterò il massimo dell’impegno fino alla fine. Fino a 20-25 giorni fa si decantava una Roma importante, con un bravo allenatore, che giocava forse il miglior calcio d’Italia. Sono sempre stato abituato alle difficoltà, ma non alle calunnie. Si è detto che Dzeko mi abbia bacchettato perché voleva più qualità, che è la prima cazzata. Esattamente come i problemi con Fonseca. Poi si è detto anche che sono stato convocato per essere messo alla prova dalla nuova società ed invece ho solo presentato i possibili programmi futuri. Molti mi hanno censurato, sembravo un killer e non un d.s. quando è uscita la storia della Procura Federale, ed invece mi hanno completamente assolto. Sono stato oggetto di calunnie cartacee e televisive. Sono consapevole del momento difficile, dove abbiamo smarrito un po’ di umiltà, forse la grande prestazione nel derby ci ha fatto volare un po’ troppo alti. Ma questa è una squadra che se gioca con determinazione e cattiveria può mettere in difficoltà chiunque, altrimenti fa fatica. Abbiamo sbagliato solo le partite con Sampdoria, Torino, Sassuolo e Bologna, ora dobbiamo metterci più sana cattiveria e umiltà. Avessi avuto 100 milioni e non avessi fatto determinate operazioni sarei stato un demente. E allora ho preferito prendere due ragazzi forti su cui credo molto come Villar e Perez, anziché fare delle cose che non potevo fare“.

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