Luka Doncic
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Luka Doncic è una perla rara. Il giovane playmaker ha incantato prima i parquet di tutta Europa fra successi nazionali ed internaionali con il Real Madrid ed Europei vinti con la sua Slovenia, poi ha fatto il grande salto in NBA prendendo le redini dei Dallas Mavericks come se null fosse. Il talento sloveno non ha minimamente sofferto il trasferimento negli USA, regalando sprazzi di talento assoluto guadagnandosi il ROY al primo anno e la chiamata all’All-Star Game nel secondo.

Luka Doncic
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Intervistato dalla ‘Rosea’, Luka Doncic ha raccontato il suo amore per il basket che ha praticato da bambino, nonostante seguisse anche il calcio e sia tifoso di una squadra italiana: “da bambino mi sono innamorato del basket. Ho avuto una palla in mano fin da quando ricordo. Da allora per me c’è stato praticamente solo quello. È tutto per me, è la cosa più importante, mi diverto troppo a giocare. Non ho mai avuto un piano alternativo. Mi piace il calcio: tifo per il Real Madrid, ovviamente, anche se da quando Cristiano Ronaldo è alla Juventus quella è diventata un po’ la mia seconda squadra. Mi piace giocare a calcio, ma non l’ho mai considerato un’alternativa al basket“.

Luka Doncic ha poi parlato di due figure importanti nella sua carriera come Dirk Nowitzki e Goran Dragic: “tutti e due sono stati fondamentali per me. Goran è stato il mio mentore praticamente dall’inizio: all’Europeo che abbiamo vinto con la Slovenia nel 2017 mi ha preso sotto la sua ala e mi ha guidato, come ha fatto con tutti gli altri giocatori di quella squadra. Dirk è stato uno dei migliori europei di sempre ed è stato fondamentale per il mio inserimento in Nba, ho imparato tanto nell’anno in cui abbiamo giocato insieme: voglio seguire le sue orme, se a Dallas mi vorranno resterò anche io per 21 anni come lui“.

Luka Doncic
Foto Getty / Ronald Martinez

Impossibile non fare riferimento all’emozione di giocare il primo All-Star Game da titolare, nella squadra del suo idolo LeBron James: “ricordo di averne visti tanti da ragazzo, svegliandomi in piena notte e sognando di essere parte di un evento così, di giocare la partita della domenica. È stata un’esperienza fantastica, mi ricorderò per sempre la mia prima volta all’All Star Game anche se spero ce ne saranno altre. All’intervallo un mio amico mi ha mandato una mia foto di quattro anni fa con Russell Westbrook: allora ero un tifoso, stavolta eravamo nella stessa squadra. È stato incredibile, far parte di questo evento è stato fantastico. E poi a bordo campo c’era tanta gente famosa: era divertente vederli, li ho guardati con curiosità senza sentirmi intimidito. C’era anche Cardi B, la mia cantate preferita. Esssere scelto da LeBron James? È stato fantastico. Avevo guardato il draft dell’All Star Game sperando che mi scegliesse e lo ha fatto. È stato bello essere nella sua squadra“.

Chiosa finale sugli obiettivi futuri in NBA: “voglio fare i playoff. È l’unica cosa che conta per me, ho imparato fin da quando ero al Real Madrid a mettere la squadra davanti a tutto. Dopo la pausa ho cominciato a guardare la classifica. Sogni? Il titolo Nba. E vincere di nuovo qualcosa con la mia nazionale, la Slovenia. Conquistare l’EuroBasket nel 2017 è stato incredibile: eravamo un gruppo fantastico, sempre insieme sia in campo che fuori. Si è creato un legame speciale. In estate tornerò in nazionale, anche se è ancora presto per fare programmi dettagliati“.