Van Basten
Claudio Villa/Getty Images

Oggi ricopre il ruolo di ambasciatore per l’UEFA, ma in passato è stato uno dei più grandi calciatori della storia, fermato solo da un infortunio alla caviglia che lo ha costretto a smettere troppo presto.

Ibrahimovic
Gabriele Maltinti/Getty Images

Marco Van Basten non riesce a dimenticare il suo passato, in particolare la propria esperienza al Milan, caratterizzata da gol e trofei. Oggi al centro del mondo rossonero c’è Zlatan Ibrahimovic, un tipo con cui l’olandese ha dovuto fare i conti nelle giovanili dell’Ajax: “tornai all’Ajax da allenatore e un ragazzo mi provocò – le parole di Van Basten a 7, inserto del Corriere della Sera – sei Van Basten, mi disse passandomi la palla, fammi vedere cosa sai fare. Ma io ormai non potevo più muovere la caviglia. Chi era? Sono sicuro che lo conoscete. Si chiamava Zlatan, di cognome Ibrahimovic“.

Van Basten
Emilio Andreoli/Getty Images

Riguardo il periodo al Milan, il ‘Cigno di Utrecht‘ ha rivelato alcuni dissapori con Sacchi: “non c’è mai stato feeling personale tra me e lui. Non mi ha mai dato l’impressione di essere onesto nei rapporti umani. Quando non era contento di come ci allenavamo, se la prendeva con i giovani, con i più deboli, che magari invece erano in testa a tirare il gruppo. A Milano mi sentivo come se fossi parte della famiglia. Insieme abbiamo vissuto una vita intera. Mi avete visto nascere, come giocatore e come uomo. Mi avete visto crescere. E purtroppo avete visto la mia fine. Ero convinto che sarei durato per sempre, dicevo ai miei compagni che avrei smesso a 38 anni. All’inizio non capivo. Ero troppo concentrato sul mio stare male. Mi chiedevo perché quella sofferenza dovesse toccare proprio a me. Non ho mai avuto una risposta“.

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