Sarri
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La Juventus riesce a strappare un pareggio fondamentale nella gara d’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Milan, un 1-1 prezioso arrivato grazie al rigore di Cristiano Ronaldo concesso nei minuti finali per un tocco di mano di Calabria.

Paolo Valeri
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Una chiamata che ha scatenato uno sciame di polemiche, che Maurizio Sarri ha provato a sedare nel post gara ai microfoni della Rai. Prima di soffermarsi però su questo episodio, l’allenatore della Juventus è tornato sulla polemica con le Poste Italiane: “l’unica cosa che ci tengo a dire è che io vengo da una famiglia di operai, non mancherei mai di rispetto ad un lavoratore. Poi per il resto mi sembra una storia talmente ridicola che non credo valga la pena rispondere. Capisco che il marchio Juventus sia un’occasione per avere più visibilità e quindi, per tutelare la mia società, non farò più battute del genere. Il rigore alla fine? E’ clamoroso perché c’è un braccio staccato dal corpo. Poi dico anche che le norme attuali non mi piacciono, ma con queste nuove regole quello è rigore tutta la vita. Io se una regola non mi piace non esco a delinquere. Dieci minuti prima c’era un rigore su Cuadrado“.