Binotto
Lars Baron/Getty Images

L’aumento esponenziale della potenza della power unit Ferrari, avvenuta lo scorso anno, aveva fatto storcere il naso a numerose scuderie, sorprese dalla velocità della SF90 di Vettel e Leclerc in rettilineo.

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Lars Baron/Getty Images

Un gap così pesante che, alle prime difficoltà, avevano spinto Verstappen a fare della pungente ironia, accusando il Cavallino di aver smesso di barare dopo il Gran Premio di Austin. La FIA ha voluto vederci chiaro in questi mesi e, dopo un’attenta analisi dei motori Ferrari del 2019, ha diramato questo comunicato: ‘La Fia comunica che, dopo approfondite indagini tecniche, è stata conclusa l’analisi sul funzionamento della power unit di Formula 1 della Scuderia Ferrari e si è trovato un accordo con il team. Le specifiche dell’accordo rimarranno segrete tra le parti. La FIA e la Scuderia Ferrari hanno concordato una serie di impegni tecnici che miglioreranno il monitoraggio di tutte le power unit nei prossimi campionati, oltre a supportare la Federazione in altri aspetti normativi in Formula 1 e nelle sue attività di ricerca sulla riduzione delle emissioni di carbonio e l’introduzione di combustibili sostenibili‘.

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Un accordo importante per la Ferrari, riuscita a mettersi al riparo da future polemiche che i propri avversari potrebbero avanzare nei confronti della FIA in un futuro non così lontano.