Coronavirus
Foto Getty / Mario Tama

Il Coronavirus sta avendo un’incidenza importante sulla vita di tutti i giorni delle persone, sotto molteplici aspetti, compreso quello sportivo (per conoscere le ultime notizie consultate Meteoweb). In molti si chiedono se si possa allenare anche in piena emergenza Coronavirus, quali siano i rischi e se ci siano o meno sport o attività più inclini ad un possibile contagio.

Coronavirus
Foto Getty / Alex Broadway

Il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, ha chiarito alcuni dubbi ai microfoni della ‘Rosea’. Per quanto riguarda gli sport di contatto come il calcio, il rischio è presente: “certo, gli sport da contatto, come il calcio o il rugby, possono avere maggior rischio nel senso che ci può essere uno scambio di fluidi biologici. Con questo non intendo il sudore, ma le goccioline di saliva o le goccioline respiratorie dal naso. Quindi un po’ di rischio c’è. Per questo è bene avere una buona igiene personale ed evitare di andare a fare sport se non ci si sente bene. Va poi tenuto conto che dopo uno sforzo fisico c’è una finestra di due ore in cui la risposta immunitaria è ridotta, quindi lo spogliatoio è il punto di maggior rischio in ogni caso. E’ bene ricordarlo, e per esempio evitare di gettare tutte le magliette sudate insieme, o seguire altre abitudini non ideali in questa situazione. E’ nella fase dello spogliatoio in particolare che va considerata una attenzione maggiore.

Michael Steele

Rischi per i tifosi? I rischi ci sono perché negli spalti le distanze sono molto ravvicinate, e tra le urla varie e i cori il pericolo di diffondere liquidi salivali è alto. Gli incontri sportivi si possono fare a porte chiuse, e così tra l’altro si fanno anche restare a casa le persone. A questo punto si potrebbe fare così in tutta Italia, così le squadre giocherebbero tutte nelle stesse condizioni, anche perché ormai abbiamo un caso a Firenze, uno a Palermo… Il destino è questo“.

Coronavirus
Foto Getty / Ezra Acayan

Lo sport all’aperto resta comunque da preferire rispetto alle attività al chiuso, sempre osservando alcune norme basilari. In merito alla corsa all’aperto, il professor Pregliasco spiega: “la corsa non espone a rischi particolari se si mantengono le giuste distanze, cosa consigliata in generale. Il rischio è il contatto prolungato. Meglio mantenere la distanza di un metro-un metro e mezzo. La contagiosità del coronavirus è inferiore rispetto a quella delle altre influenze se si sta lontani. La malattia è abbastanza banale perché colpisce in modo non pesante salvo soggetti a rischio, più anziani. Ma è molto diffusiva, non tanto contagiosa, perché il morbillo, per esempio, è più contagioso: se una persona ha il morbillo siamo praticamente certi di beccarcelo. Il morbillo causa in media dodici casi secondari. Qui la media è di 2,6, salvo qualche persona con maggiore capacità diffusiva“.

In palestra si può andare? il professor Pregliasco consiglia: “nelle zone non a rischio, dove ancora le palestre sono aperte, si può andare, ma il consiglio è di cercare di evitare gli orari in cui l’affluenza è maggiore: meglio diluire gli ingressi, distribuirsi durante la giornata. Per quanto riguarda saune e bagni turchi? In questi luoghi qui l’umidità e le alte temperature facilitano il mantenimento in aria del virus, perché anche le goccioline piccole che di per sé nel coronavirus veicolano meno il virus, si aggregano. A differenza di altre forme influenzali, nel coronavirus il rischio è dato dai droplets, le gocciolone grosse di fluidi. Ma dove c’è alta umidità le goccioline anche più piccole si mescolano al vapore acqueo e quindi restano nell’aria”.