John Beilein
Foto Getty Gregory Shamus

Il termine ‘thugs‘ in lingua inglese vuol dire ‘criminali‘ ed è spesso usato con una punta di razzismo per indicare i criminali afroamericani. È dunque comprensibile che se un allenatore, in un momento di sfogo, definisca i suoi giocatori “una banda di thugs“, la squadra non la prenda per niente bene. È stato questo il momento della rottura fra coach John Beilein e i Cleveland Cavaliers, con l’allenatore che ha poi trovato gli estremi per la risoluzione con la franchigia dell’Ohio.

Il rapporto con i giocatori era ormai perso. Alcuni cestisti, secondo Shams Charania di The Athletic, ascoltavano e cantavano canzoni come “Thuggish Ruggish Bone” di Thugs-n-Harmony’s, “Thugz Mansion” di Tupac e “I’m Thug” di Trick Daddy’s, tutte aventi in comune la parola ‘thugs‘ per prendere in giro ed infastidire il proprio allenatore. A poco era servito il tentativo di correggere il tiro di Beilein che aveva ammesso di aver sbagliato termine volendo definirli ‘slugs‘ (lumache). La situazione si era ormai fatta irreparabile.