foto Colombo/FIDAL

La scomparsa di Kobe Bryant è stata la perdita di “un idolo e una fonte di ispirazione”. Gianmarco Tamberi (Fiamme Gialle) fa ancora fatica a metabolizzare: lui che dell’NBA è un fedelissimo, domenica scorsa ha ricordato e celebrato il proprio mito sul playground di Ancona con un torneo di basket 3 vs 3.

“È stato il Michael Jordan della mia generazione, era il poster della mia cameretta quando ero bambino, l’ho sempre visto come un supereroe immortale”. Kobe di Olimpiadi ne ha vinte due, Gimbo ha un conto in sospeso con i cinque cerchi: dagli Assoluti indoor di domenica 23 febbraio, sulla pedana di casa di Ancona, scatta la stagione olimpica del primatista italiano di salto in alto, oro europeo al coperto nel 2019 a Glasgow. “Sono prontissimo. Non ho mai saltato così presto di mattina, la sveglia sarà puntata alle 5.30, ma è l’occasione giusta per fare un test di gara nello stesso identico orario delle qualificazioni ai Giochi di Tokyo, in programma il 31 luglio. Voglio capire come reagisce il corpo a quell’ora in termini di attivazione neuromuscolare. Negli ultimi due mesi ho cominciato ad andare a letto prima, intorno alle 22.30/23, e a svegliarmi più presto, tra le 7.45 e le 8.15, proprio per abituarmi gradualmente all’orario di gara che mi attende a Tokyo“.

Sulla sua condizione, Tamberi ha ammesso: “ho lavorato tantissimo nel raduno in Sudafrica e poi al Palaindoor una volta tornato ad Ancona: per fortuna senza intoppi, a differenza del 2019, e con carichi di lavoro importanti che non sostenevo da anni. Adesso il fisico ne risente in termini di stanchezza ma in questa settimana iniziamo il periodo di scarico. L’obiettivo è ovviamente essere pronti per l’estate, quello del 23 febbraio è soltanto un test. Spero che verrà tanto pubblico a seguire la gara, perché è un anno fondamentale e perché gareggiare ad Ancona mi stimola troppo: per me viene soltanto dopo i Giochi e il Golden Gala, e vale più delle altre tappe di Diamond League“.

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