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Il suo Benevento sta letteralmente dominando la Serie B, avvicinandosi a grandi passi verso la promozione in Serie A. Filippo Inzaghi però non si concentra solo sul proprio lavoro, ma ama guardare e imparare anche dagli altri, in particolare dal fratello Simone.

Ibrahimovic
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Intervistato dal Corriere della Sera, Super Pippo si è soffermato inizialmente sul Milan, suo grande amore: “brutto vederlo in questo stato, ma purtroppo non è una novità. Io però conosco Maldini e mi fido di lui: sono sicuro che Paolo e Boban tireranno fuori la società da questa situazione. Bisogna resettare, inserire due o tre giocatori giusti l’anno e, soprattutto, avere pazienza. Occorre continuità nella gestione. Ibra? Hanno fatto benissimo, serviva uno così. Ho giocato con lui, lo stimo tanto: non ha bisogno di soldi o di gloria, se è tornato significa che ritiene di poter lasciare un segno. E mi sembra che le prime partite lo abbiano dimostrato. Anche al debutto si è notato quanto possa pesare. Tutte quelle spizzate, quelle palle messe in mezzo all’area: ci sarei andato a nozze“.

simone inzaghi
Alfredo Falcone/LaPresse
ALFREDO FALCONE

La Lazio è al momento tra le squadre più in forma, Pippo non può che celebrare il fratello: “Simone non è un modello per me, ma per tantissimi allenatori. È uno dei migliori in Europa: chi ha ottenuto risultati come i suoi? Gestisce gli uomini e sa lavorare sul campo: è un vero tecnico moderno. Il confronto è continuo. Ci sentiamo ogni giorno e parliamo solo di pallone, oltre che dei miei nipoti che sono sempre nei miei pensieri“.

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Il futuro Pippo Inzaghi lo vede in panchina, mai dietro un microfono a commentare: “ho sempre rifiutato, per due motivi. Il primo è che non potrei criticare uno che svolge il mio lavoro, perché sono consapevole di quanto sia difficile. Se sei in tv hai sempre ragione e a me non va di passare per quello che sa tutto. Ho un amore folle per questo mestiere. Mi piace tutto, adoro anche i sacrifici, se si possono chiamare così quelli che toccano a noi. E per me la categoria non conta: la A è uguale alla C, chiedo solo di fare ciò che amo. Sono stato felice a Venezia, anche a Bologna nonostante le difficoltà. E lo sono a Benevento“.

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