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Costanza Benvenuti/LaPresse

L’esito delle contro-analisi ha confermato la positività di Andrea Iannone al Drostanolone, notificatagli lo scorso 17 dicembre in seguito ad un controllo avvenuto il 3 novembre in Malesia.

espargaro iannoneUn altro duro colpo per il pilota di Vasto che, interrogato ai microfoni della Gazzetta dello Sport, ha provato a scacciare i fantasmi che continuano ad aleggiargli intorno: “non vedo l’ora di tornare al più presto in sella alla mia Aprilia, per superare questo momento. Non mi sorprende come l’ho scoperto, piuttosto quello di cui vengo accusato. Sembra di stare in un film di cui sono protagonista involontario, per essere uno sportivo che ha fatto tanti sacrifici è un trauma. In Malesia mi hanno controllato per la prima volta in tutto il 2019. Nel 2018 invece ero nel sistema del passaporto biologico della Wada: sorteggiano 5 piloti che devono essere sempre reperibili e avvisare degli spostamenti per i controlli. Infatti fui testato spesso, almeno 3 volte in Asia, ma pure fuori“.

Negli ultimi mesi Iannone ha perso 7 kg, ammettendo però di aver seguito un programma stilato con l’Aprilia: “c’era differenza di peso con il mio compagno Aleix Espargaro, così abbiamo puntato più sul lavoro aerobico che sulla forza. Paura di essere marchiato a vita? Se sei a posto con la tua coscienza possono marchiarti di quello che vogliono. Di marchi addosso non me ne sento“.

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Gian Mattia D’Alberto/LaPresse

Per quanto riguarda il proprio futuro dopo le corse, Iannone ammette: “non preparo piani B, la cosa principale è andare forte con l’Aprilia. La moto è la mia vita, non sono sciocco da giocarmela per altre cose o queste recenti vicende. Vorrei essere ricordato per come sono: una persona onesta, che ci ha sempre messo la faccia pure quando ha sbagliato. Senza presunzione. L’Aprilia? Mi sono stati tutti vicino, come una famiglia: non mi sarei mai aspettato una vicinanza simile e per me questo vale come una vittoria.

iannoneTornando sulla situazione doping, Iannone ha proseguito: “in questa situazione non vedo punti a favore, nel senso che la trovo surreale. Non mi esprimo e lascio fare all’avvocato De Rensis e alla giustizia. Ai test di Sepang vorrei esserci io, ma è comunque importante che si capisca come va la moto nuova. Io sono un guerriero in moto, con un cuore grande: io non ho mai portato a casa il compitino. Sembro guascone, ma ho una responsabilità anche verso l’Aprilia: di quello che dice la gente mi interessa nulla. Per questa vicenda non devo chiedere scusa a nessuno, ho la coscienza a posto e spero finisca al più presto“.