Ante Rebic
Spada/LaPresse

La domenica pomeriggio della 20ª Giornata di Serie A si apre con un pirotecnico Milan-Udinese che regala gol ed emozioni. Un lunch match spettacolare illumina San Siro che ritrova entusiasmo grazie alla presenza di Ibrahimovic, titolare nel primo match casalingo del suo ritorno in rossonero, e sostiene il Milan per oltre 90 minuti al cardiopalmo.

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Il Milan è una squadra giovane e risente dei rollercoaster emozionali della partita: Donnarumma regala il vantaggio all’Udinese con una papera, ma è bravo a restare mentalemente in partita facendosi trovare pronto in tutte le occasioni successive che avrebbero portato al tracollo. Passato il primo momento negativo, il Milan riprende campo e spinge con Leao e Castillejo, giocatori rigenerati da Stefano Pioli. Ibrahimovic gestisce il gioco, lotta, gioca di sponda, scende anche a centrocampo per dare fluidità alla manovra.

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Il Milan si fa arrembante, tira fuori l’orgoglio, ma si conferma fragile nelle ripartenze dell’Udinese. La svolta arriva nel secondo tempo: a sorpresa, Pioli si gioca la carta Rebic, il croato lo ripaga con la rete del pareggio e quella del 3-2 conclusivo (di Theo Hernandez e Lasagna le altre reti, ndr). Partita rivedibile tatticamente. Gli schemi saltano nella mezzora finale, il Milan spinge ma soffre molto il contropiede di un’Udinese mai doma che lascia il campo con l’amaro in bocca: una strategia che poteva costar caro ma che alla fine ha pagato i giusti dividendi. Pioli ha avuto il coraggio di rischiare e va elogiato. Ancora in panchina Piatek, Suso e Paquetà, rigenerati e ormai titolari Leao e Castillejo: le ali di un Milan che finalmente si fa pericoloso e imprevedibile in zona gol.