Pioli
Spada/LaPresse

Non è questa la situazione che ci aspettavamo e non è quella che vogliamo. Dobbiamo trasformare la quantità, il volume di gioco, in qualità“, in conferenza stampa, alla vigilia di Cagliari-Milan, Stefano Pioli analizza con lucidità la situazione dei rossoneri.

Pioli
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Il Milan viene da tre giornate senza vittorie: due pareggi amari con Sassuolo e Sampdoria, nei quali il gol non è arrivato nonostante le tante occasioni, con in mezzo il netto 5-0 subito dall’Atalanta. Il prossimo avversario non è dei più semplici: “il Cagliari sta facendo un ottimo campionato anche se viene da risultati negativi, noi dobbiamo mettere in campo tutte le nostre energie per fare punti. Ho un rapporto così speciale con Maran che non posso dargli dei vantaggi dicendogli che cosa abbiamo preparato. Quello che so è che, al di là delle considerazioni sulle scelte dei singoli, dobbiamo essere propositivi e giocare con più intensità“.

ibrahimovic
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Si passa poi al capitolo Ibrahimovic. Lo svedese ha dato prima la scossa all’ambiente fuori dal campo, poi sul rettangolo verde, nei 30 minuti in cui è stato impiegato contro la Sampdoria, ha dimostrato di poter trascinare l’attacco rossonero coinvolgendo anche i compagni più giovani: “Leao dice che Ibra è come un fratello maggiore? Se ragiona in questo modo significa che ha capito che dai grandi campioni si imparano tante cose. E’ già un aspetto importante: se Leao sarà intelligente potrà imparare tanto. Il 4-4-2 è una possibilità. Ibrahimovic non è pronto per novanta minuti. Starà a me decidere se dargli minuti da subito o a partita iniziata. Per fare novanta minuti gli ci vorrà del tempo, è naturale. Tra un allenatore e un giocatore così importante, con una personalità così forte, è normale che ci sia un dialogo continuo. Anche per capire, visto che non ha giocato per un lungo periodo, che cosa serve a lui, a livello di preparazione e posizione sul campo. E’ stato preso per far crescere la squadra sotto tanti punti di vista. E’ al centro del progetto. Se è un consigliere importante per me? La prima cosa che mi ha detto Ibra è ‘io faccio il giocatore’. Ecco, lui fa il giocatore e io faccio l’allenatore“.

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Capitolo finale riservato al mercato: “Piatek destinato a partire? Se potessi, ma credo che tutti gli allenatori lo farebbero, metterei le lancette dell’orologio avanti fino al 30 gennaio. Ma non dobbiamo farci distrarre dal mercato. Siamo troppo concentrati sul presente. Kessie fa ancora parte del progetto? Non è che quelli che non partono titolari siano fuori dal progetto. Sono tutti dentro al progetto, tutti quelli che sono qui. Kessie, Krunic, Paquetà. Bonaventura in calo? Non dimentichiamoci che viene da un lungo infortunio. Sta lavorando per tornare in condizioni migliori. Ho visto in settimana giocatori attenti e determinati, nonostante le chiacchiere di mercato. Suso escluso con il nuovo sistema di gioco? Se deciderò di cambiare le posizioni in campo è perché dobbiamo cercare di diventare più concreti. Abbiamo le caratteristiche per variare sistemi di gioco e una bocciatura momentanea non deve essere un problema per un giocatore intelligente. Caldara? I centrali sono tre, c’è anche Gabbia che è un nazionale under 21. Chiaro che devono arrivare presto un difensore o due. Abbiamo fatto valutazioni da un punto di vista tecnico e fisico, e se abbiamo deciso di cambiare è perché pensiamo di migliorare la squadra. Ma mi auguro che la rosa sia concreta al più presto“.