LaPresse/Spada

La Curva Nord dell’Inter, attraverso i propri canali social, ha fatto sapere di volersi astenere dal tifo nei primi 15 minuti della sfida contro l’Atalanta, per la quale saranno presenti 70.000 tifosi a San Siro. Gli ultras nerazzurri, in un lungo comunicato, hanno spiegato il motivo di tale decisione:

BASTA FOLLIE, BASTA ABUSI !!!

Ancora una volta siamo vittime di come la folle applicazione di norme liberticide senza senso stiano uccidendo la libertà d’espressione negli stadi.

Dopo un Inter-Genoa in cui sono stati risparmiati addirittura gli abituali sfottò come forma di rispetto per il gesto della Brigata Speloncia verso il nostro Dede prima dell’incontro, qualcuno ha ritenuto di vietare megafoni e tamburi per l’incontro con l’Atalanta.

Motivo? Utilizzo inappropriato dell’impianto audio!!!

Premesso che un utilizzo inappropriato dell’impianto audio non dovrebbe aver a che vedere coi tamburi, la domanda è: quale utilizzo inappropriato sarebbe stato fatto?

Niente cori di discriminazione territoriale, niente cori contro i neri, niente cori contro le donne, la Chiesa, i bambini, il Ponte Morandi, il Papa, il presidente, i gay, i giocatori o i dirigenti, quale cazzo di regola avremmo infranto?!?

Dalla nostra società ci aspettiamo maggior attenzione per la tutela dei nostri diritti e che quantomeno ottenga notizia di quale violazione sarebbe stata compiuta onde evitarne il ripetersi in futuro.

Non volendo credere che l’unica ragione del divieto sarebbero presunti cori contro alcuni organi di stampa e certi che se così fosse sarebbe tutto ancora più assurdo, in attesa di risposte che ci sentiamo certamente di meritare, oggi ci asterremo dal tifo per i primi 15 minuti.

Quindici minuti per invitare lo stadio e la società ad una riflessione su come certe norme inserite in “regolamento da stadio” e “codice etico” non siano altro che opportunità di sperimentazioni sulla pelle dei tifosi per estirparne l’anima più pura e appassionata, quella del tifo organizzato.

La nostra protesta è un invito anche alle istituzioni del calcio e della politica perché rivedano quantomeno “i modi” per l’applicazione di norme la cui discrezionalità stravolge la normale fruizione degli impianti e consente la letterale persecuzione di chi “non piace” alla polizia anche quando non vengono compiute reali violazioni.

RISPETTO PER I TIFOSI, BASTA ABUSI !!!