La moda, come lo sport, può essere un veicolo utile per agevolare l’inclusione sociale. Lo sa bene Giusy Versace che questa mattina a Berlino, in occasione della “Berlin Fashion Week”, ha calcato la passerella nella sfilata del brand sportivo Sportalm Kitzbühel. Giusy ha aperto e chiuso la sfilata, cambiando due outfit e indossando le sue protesi tempestate di cristalli Swarovski.

Chi mi conosce sa che non sono un’esibizionista, ma che sfrutto al massimo alcuni palcoscenici per lanciare messaggi che altrimenti resterebbero invisibili. Era successo con l’atletica dove sono stata la prima donna italiana a correre con amputazione bilaterale, lo è stato con “Ballando con le Stelle” dove ho vinto in una competizione dove le gambe sono tutto e poi al Carnevale di Venezia dove mi sono lanciata dal campanile di San Marco (80 mt) interpretando il “Volo dell’Aquila”. Oggi ci ho provato con la moda, è stata la mia prima sfilata e ho voluto dimostrare che la disabilità è solo negli occhi di chi guarda e che a una donna, anche se le manca un pezzo, può essere sempre e comunque glamour e affascinante. Non nascondo che prima di sfilare mi tremavano le gambe che non ho, anche perché la sala era strapiena ed io ero la prima ad uscire, ma poi è andato tutto per il verso giusto. Ringrazio Ulli Ehrlich, la proprietaria di Sportalm, che ho conosciuto lo scorso anno a Vienna quando ho ritirato il premio “Look, Woman of the Year” e che ha insistito affinché diventassi “special guest” della sua sfilata, proprio perché anche lei crede molto nel valore simbolico di certe azioni. Domani torno a Roma, pronta a rientrare in Parlamento per iniziare un nuovo anno e portare avanti tutte le mie battaglie”.