Morte Kobe Bryant – Il dolce racconto di Gallinari: “non dimenticherò mai la prima volta che mi ha visto”

Il giocatore azzurro ha parlato di Kobe Bryant, raccontando alcuni aneddoti che lo riguardano

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La notizia lo ha devastato, togliendogli quel punto di riferimento costante che ha accompagnato la sua carriera nel basket. Danilo Gallinari ancora non ha realizzato l’idea che Kobe Bryant non ci sia più, portato via da un destino beffardo che ha deciso di coinvolgere anche la figlia Gigi.

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Il Gallo ha voluto però prender la penna in mano e raccontare il ‘suo’ Kobe, scrivendo direttamente di suo pugno sulla Gazzetta dello Sport le sensazioni e i ricordi legati al Black Mamba. “Mi ha chiamato un amico da Los Angeles, era in lacrime. Non capivo cosa stesse succedendo, perché lui piangeva e non riusciva a parlare. Poi ho capito, ho saputo che Kobe Bryant era morto. Kobe è un idolo, non solo per me. Ed è stato uno dei pochi giocatori, forse addirittura l’unico, contro cui l’ho percepito. Quella sensazione strana, come se stessi giocando contro Michael Jordan. Non mi era mai capitato prima, non mi è più capitato dopo. Sapevo perfettamente quello che dovevo fare, sapevo di dover rimanere concentrato sulla partita e su quello che dovevo fare in campo. Ma quella prima volta contro di lui non ci riuscivo, non avevo parole, non sapevo cosa dire. Non ho mai provato quella sensazione in vita mia. E negli anni poi quella sensazione mi è passata. È vero che aveva un legame speciale con l’Italia. Con me ha sempre parlato in italiano, ogni volta che ci siamo incrociati. Parlava perfettamente la nostra lingua, so che lo faceva anche con le figlie perché voleva che la imparassero. È evidente che c’era un legame speciale col nostro paese e quanto per lui fosse importante“.

Kobe Bryant
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Un’emozione unica anche quella relativa al primo incontro, che Gallinari non ha affatto dimenticato: “Kobe non l’avevo mai incontrato prima di andare in Nba. Ma è difficile dimenticare il nostro primo incontro. Perché è stato così bello che lo racconterò ai miei figli. Era la Summer League 2008 a Las Vegas, io ero infortunato e stavo lavorando con il fisioterapista dei Knicks, la mia squadra di allora. C’era anche Team Usa lì in quei giorni, per preparare l’Olimpiade di Pechino. E io e il fisioterapista stavamo aspettando che finissero loro per andare in campo. Ad un certo punto mi si è avvicinato qualcuno che mi ha detto che Kobe voleva conoscermi. Kobe Bryant! Quando hanno finito di allenarsi, io ero dalla parte opposta del campo rispetto a lui. Ma ad un certo punto sento qualcuno che urla “Danilo! Danilo!”. Era Kobe stesso che mi chiamava per andare a fare due chiacchiere con lui. Ancora non ci credo. Non ho mai avuto l’occasione di passarci troppo tempo, fuori dal campo, ma quel primo incontro è indimenticabile“.

kobe bryant gianna
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Infine, Gallinari ha raccontato anche un aneddoto relativo alla prima partita giocata contro Kobe Bryant: “era il 2 febbraio 2009, il giorno in cui Kobe segnò 61 punti al Madison Square Garden, il record allora nell’arena di New York. Nel prepartita non salutò nemmeno, non parlò con nessun altro giocatore: era troppo concentrato, si capiva che era ‘in the zone’, che aveva in testa qualcosa di particolare. Il record del Garden, evidentemente. Non ero io il principale difensore su di lui, ma in un’azione mi ritrovai a marcarlo. Fece un canestro praticamente impossibile, perché io gli avevo preso bene il tempo per la stoppata ma lui con un’esitazione in aria riuscì a cambiare la traiettoria della palla e segnare uno dei canestri più incredibili di quella sua straordinaria partita. Ricordo che eravamo in volo, e che una volta atterrati dopo il suo tiro ci siamo fermati entrambi a vedere se la palla sarebbe entrata. Quando è successo mi ha dato una pacca sul sedere ed è tornato in difesa”.

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