juan manuel correa

Juan Manuel Correa punta il dito contro la FIA, il pilota messicano torna a parlare del tragico incidente che lo ha coinvolto a SPA lo scorso settembre, in seguito al quale perse la vita lo sfortunato Anthoine Hubert.

juan manuel correaA far arrabbiare il driver sudamericano è stata la mancanza di supporto fornita dalla Federazione Internazionale, che non ha messo a disposizione alcun proprio medico all’ospedale in cui era ricoverato Correa: “tutti andarono a Monza dopo l’incidente (si correva la settimana dopo Spa), io rimasi in ospedale e quasi ci persi la vita” le parole del pilota alla rete televisiva tedesca n-tv. “Non c’era nessuno della FIA a prendersi cura di me. Infatti la ragione per cui sono andato in coma, quasi morendo, è la mancanza di attenzione verso le conseguenze sul mio corpo provocate dalla forza G. I medici in Belgio non avevano idea di questo tipo di problemi, perché nessuno di loro aveva mai visto una persona sopravvivere a un tale impatto”.

juan manuel correaSul proprio futuro, Correa ha ammesso: “ci sono stati momenti nei quali l’unico obiettivo era sopravvivere e salvare le gambe. Ma so che posso tornare a correre. La tempistica è incerta, perché viste le ferite può succedere di tutto. Ma anche se dovessi metterci degli anni, ritornerò. Ne sono convinto: mi manca troppo scendere in pista. Posso anche sognare di arrivare in Formula 1 in futuro, se riuscirò a fare tutto quello che mi sono prefissato durante la riabilitazione. Perché no? Correre non è come la danza o il football, finché riesci ad accelerare e frenare sei a posto. Sono in forma e senza danni dalla vita in su, che è un dato importante. Devo rinforzare la forza delle mie gambe, e una volta raggiunto l’obiettivo potrò guidare qualsiasi cosa”.