leclerc

Spericolata gioventù. Charles Leclerc si è concesso un bel lancio con il paracadute durante l’offseason, evento tenuto nascosto alla Ferrari. Intervistato durante l’Austosport International di Birmingham, il pilota monegasco ha raccontato della sua ‘marachella’ e della reazione della scuderia: “normalmente se ho in mente di fare qualcosa un po’ fuori dell’ordinario chiedo sempre il permesso alla Ferrari, ma nel caso del lancio con il paracadute ho fatto un’eccezione: mi sono detto che se anche ci fossero stati dei problemi non credo che avrei avuto l’opportunità di essere rimproverato… Quando lo hanno saputo si sono un po’ arrabbiati, ma non lo farò una seconda volta: è stato stupefacente, ma non mi lancerò più“.

Nel rispondere alle altre domande, Leclerc ha parlato dei suoi idoli e del suo primo contatto con il mondo delle corse: “mi sarebbe piaciuto correre con Ayrton Senna. Non ho alcun dubbio: è l’unico vero idolo che ho avuto e che ho, è stata una persona che mi ha ispirato molto anche se non l’ho mai visto correre. A cena vorrei Daniel Ricciardo, decisamente simpatico; Pierre Gasly, mio grande amico; e poi James Hunt: mi hanno detto che era una persona divertente e mi sarebbe piaciuto conoscerlo meglio.

La persona che più mi ha ispirato è stata mio padre che correva anche lui. La mia prima volta in pista è stata una casualità: un giorno non volevo andare a scuola, ho detto a mio padre che non mi sentivo bene e che avrei preferito restare a casa. Lui mi ha creduto, poi mi ha detto che stava andando su una pista di kart e ho chiesto di poter andare con lui. A sorpresa mi ha dato l’ok: sospettava che non fossi malato e quando ho insistito per salire sul kart ne ha avuto la conferma…“.

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