Polizia Filippine
Lapresse

Un blitz antidroga finito con una sparatoria, costata la vita ad un ex calciatore, diventato nel corso della sua vita uno stimato surfista. Si chiama Diego Bello Lafuente e, per tre anni, ha militato nella cantera del Deportivo La Coruña, senza però mai esordire in prima squadra.

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Solo due anni fa aveva deciso di diventare un surfista, girando il mondo ma rimanendo legato alla società galiziana, che lo aveva anche scelto come testimonial per la propria campagna abbonamenti. Trasferitosi sull’isola di Siargao nel 2018, Lafuente inizia a lavorare nel mondo del turismo ma, secondo la polizia locale, arrotonda il proprio salario spacciando droga. In seguito ad un presunto scambio di cocaina, le autorità intervengono e lo spagnolo apre il fuoco, spingendo la polizia a rispondere e ad ucciderlo.

Questa la versione della polizia filippina, finita però spesso al centro di polemiche per i metodi usati nella lotta alla droga, con le accuse di inquinare le prove per uccidere i sospettati. Scenario a cui crede fermamente la famiglia di Lafuente, che ha chiesto all’ambasciata spagnola di indagare per far venire a galla la verità.