Gian Mattia D'Alberto

Sono passati otto mesi dalla morte di Niki Lauda, un arco temporale troppo ristretto per poter lenire il dolore della sua assenza.

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Il figlio Mathias non riesce ancora a farsene una ragione e, intervistato ai microfoni della Gazzetta dello Sport, ha ammesso come sia difficile alzarsi al mattino pensando che il padre non ci sia più: “quando perdi tuo padre intorno a te senti un grande vuoto, è come se la vita ti obbligasse a diventare ancora più uomo. La mattina quando mi sveglio faccio ancora fatica a credere che non sia più intorno a me, l’ho sempre nei miei pensieri e mi manca moltissimo. È una sensazione che chiunque abbia perso un genitore conosce benissimo. Sono passati già otto mesi, da allora è iniziato un nuovo capitolo nella mia vita. Sto cercando di fare del mio meglio, nella mia vita, per poterlo rendere orgoglioso da lassù”.

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Sulla passione del padre per l’automobilismo, Mathias Lauda ha ammesso: “il motorsport per lui è stato davvero tutto. Iniziò giovanissimo senza supporto della famiglia e vinse tre volte il titolo in Formula 1 dimostrando tutto il suo valore. E poi è stato l’unico pilota nella storia dei GP a fermarsi dopo un terribile incidente, capace di tornare conquistando un altro titolo iridato. Mio padre è stato un imprenditore di successo, come ha dimostrato tornando in Formula 1 con un ruolo diverso e vincendo diversi titoli con la Mercedes. Le sue azioni ritorneranno a Stoccarda, alla Mercedes stessa, nel corso del 2020. Non passeranno ad altre famiglie. Era già stato previsto da un contratto scritto un paio d’anni fa“.