iannone
Gian Mattia D'Alberto/LaPresse

E’ arrivata come una doccia gelida per Iannone la notizia della conferma della positività al doping. Le controanalisi hanno confermato la presenza di Drostanolone nelle urine del pilota che, sospeso già lo scorso dicembre, adesso rischia un lungo stop.

iannone
Costanza Benvenuti – LaPresse

I legali di Iannone, adesso, puntano sul fatto che la quantità della sostanza vietata dalla Wada sia davvero minima, per permettere al pilota di tornare in sella alla sua Aprilia: “le controanalisi dovrebbero attestare la presenza di metaboliti pari a 1,150 nanogrammi per millilitro, quantitativo esiguo. C’è da consideare anche che il pilota era da oltre un mese di in Asia e che il test, eseguito subito dopo il GP, era relativo a un campione di urina molto densa, pari a 1,024, per la forte disidratazione della corsa. È un dato che ci conforta verso la tesi della contaminazione alimentare, anche perché gli steroidi sono assunti con cicli lunghi, non occasionali. Alla prima comunicazione ufficiale avvieremo le nostre attività per mostrare l’estraneità di Iannone e riconsegnarlo all’Aprilia, di cui apprezzo l’atteggiamento garantista”, queste le parole dell’avvocato De Rensis.