incendi australia
LaPresse

Gli Australian Open sono alle porte, anzi, a dire il vero sono già iniziati con le qualificazioni che si stanno svolgendo in questi giorni. O meglio, si dovrebbero svolgere dovremmo dire, dato che sia ieri, che oggi, le quali sono state interrotte a causa dell’aria irrespirabile, dovuta ai fumi emessi dai tanti incendi che hanno colpito l’Australia in queste ultime settimane.

Tra ieri ed oggi sono state molteplici le proteste da parte dei tennisti ATP e WTA, furiosi per come la situazione è stata gestita dagli organizzatori del torneo. Giocare in determinate condizioni è impossibile a detta dei giocatori, assurdo vedere quasi soffocare Jakupovic e Tomic ieri, altrettanto assurdo riprendere le gare quest’oggi nonostante condizioni molto complesse. Dunque tennisti furibondi, ma gli organizzatori dal canto loro hanno una bella gatta da pelare. Le condizioni non sembrano essere in miglioramento, a meno che non arrivi una inattesa pioggia a spazzar via la nube di fumo su Melbourne. Nel frattempo però le gare da recuperare sia accumulano pericolosamente e l’inizio del torneo si avvicina, con le qualificazioni ancora tutte da giocare. C’è infine chi ha lanciato in queste ore una proposta che di certo non piacerà agli organizzatori del torneo australiano: “ma dobbiamo aspettare che succeda a Federer, Djokovic o Nadal quello che è successo a Jakupovic per vedere gli atleti/e più influenti alzare la voce, chiamare a raccolta i colleghi/e e chiedere agli organizzatori di annullare l’Australian Open donando l’intero prize money all’Australia?” Parole e musica di Giorgio Errani, padre di Sara, tweet repostato dalla tennista che dunque avalla il pensiero del padre. Sarebbe un’extrema ratio, ma mai dire mai, qualora le condizioni non migliorassero i big del tennis mondiale hanno chiaramente fatto capire che non intendono scendere in campo.

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