eleonora giorgi

Una stagione da vivere su un doppio binario: una prima parte con l’obiettivo della 50 km di marcia ai Mondiali a squadre di Minsk (Bielorussia, 2-3 maggio), la seconda parte con il ritorno alla 20 km per i Giochi olimpici: appuntamento a Sapporo il 7 agosto. Il bronzo mondiale Eleonora Giorgi è appena rientrata in Italia dopo tre settimane di allenamento in California, a San Diego, ed è già proiettata verso l’esordio stagionale: il suo 2020 comincerà domenica 26 gennaio a Grosseto nella 35 km in occasione della prima prova dei Campionati di società di marcia. “Poi proseguirò con un paio di 20 km – spiega la 30enne delle Fiamme Azzurre – una da disputare nel mese di marzo, a Bergamo oppure a Lugano, e un’altra ad aprile, probabilmente nell’incontro internazionale di Podebrady, in Repubblica Ceca. Quindi la 50 km a Minsk a inizio maggio: potrebbe essere la mia ultima uscita su questa distanza, quindi vorrei abbattere il muro delle quattro ore, o almeno avvicinarlo. E invece alle Olimpiadi, beh, la speranza è riuscire a essere tra le migliori”.

“NEGLI USA FINO A 30 CHILOMETRI AL GIORNO” – “A San Diego si sta talmente bene che viene voglia di far fatica”, racconta al ritorno dagli States, dove si è preparata dal 19 dicembre insieme al coach Gianni Perricelli, al compagno di vita e di allenamento Matteo Giupponi, e ad alcuni marciatori statunitensi e messicani. “La loro compagnia è stato un buon confronto – spiega Giorgi – gli spazi per marciare erano enormi, i tramonti stupendi, il clima perfetto: sopra i 20 gradi e con punte a 25. Ne abbiamo approfittato per andare un po’ più veloci rispetto ai ritmi che tenevamo a casa: a seconda dei lavori anche 4:30, 4:40 al chilometro. Doppia seduta ogni giorno, per un minimo di circa venti chilometri e un massimo di trenta, per un totale di 500 km in venti giorni: di solito al mattino ci siamo allenati nella penisola di Coronado, una lingua di terra circondata dal Pacifico con una lunga pista ciclabile di 27 km, e nel primo pomeriggio dopo i deliziosi pranzi cucinati da Gianni tornavamo a lavorare nella baia di San Diego o nel circuito da 6,6 km di Fiesta Island, marciando anche sul bagnasciuga per esercitare i piedi”.

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