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AFP/LaPresse

La Rafa Nadal Academy si trova a dover fronteggiare alcune grane con la città di Manacor, dovè sita appunto la struttura del numero uno al mondo del ranking ATP. Il sindaco di Manacor ha inveito contro la gestione dell’Academy, parole forti che hanno provocato una reazione immediata da parte dello staff di Nadal.

Il sindaco di Manacor ha tuonato parlando ai microfoni del giornale El Confidencial: “Non esiste nessuna relazione tra i Nadal e la giunta di Manacor e non hanno parlato neanche con il precedente sindaco. Vivono al margine della comunità, senza neanche interessarsi di sapere in che modo influisce l’impianto sportivo sui vicini. Alcuni dei quali, per certo, non stanno vivendo la cosa in maniera piacevole. Dalla Rafa Nadal Academy si riempiono la bocca di ‘manacorità‘ e non smettono di evidenziare gli effetti positivi su Manacor, però la ‘manacorità’ non si esprime a parole ma con i fatti. E loro non lo stanno facendo“. Ma non è tutto, Miguel Olivier ha proseguito nelle sue accuse contro la Nadal Academy, parlando di mancato pagamento di alcune tasse da parte del campione spagnolo, per un’ammontare pari a 200mila euro. 

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La replica da parte di Nadal è arrivata attraverso il sito locale Manacor Noticias, con una lettera che parla al sindaco ma anche ai cittadini: “Come ogni persona, fa male ricevere attacchi ingiustificati e diffamatori il cui unico scopo è macchiare il mio nome“, titola la lettera da parte di Rafa. “Ciao a tutti. La verità è che vorrei aver scritto queste righe alcune settimane fa, ma è stato un anno intenso per me e ho preferito concentrarmi sulle complicate sfide sportive che ho dovuto affrontare. Ma ora che la stagione è finita e che sto iniziando a preparare la prossima, mi rivolgo a voi in modo che possiate conoscere alcune questioni che sono importanti per me. Sono stato accusato di essere privilegiato e di aver chiuso un “accordo favorevole” per costruire un centro sportivo ed educativo a Manacor, in conformità con i requisiti di una legge che è stata approvata dal Parlamento delle Baleari nel 2012 e parzialmente modificata in 2018. Sì, mi sento privilegiato, dal momento che la maggioranza parlamentare ha ritenuto in modo democratico che questo progetto strategico per Maiorca avrebbe avuto un maggior impatto se fosse stato realizzato durante la mia carriera, poiché l’impatto si sarebbe moltiplicato. E sono sempre stato grato per questo. Nell’Accademia (che recentemente ha ricevuto i complimenti anche di Borg e Federer) ho investito una parte molto importante del mio patrimonio (cosa che è stata anche messo in discussione) e sono molto felice di dare lavoro a oltre 300 persone, combattendo tutto l’anno per renderlo sostenibile, qualcosa di complicato per un piccola città con grandi difficoltà di connettività rispetto ai nostri concorrenti internazionali. Abbiamo realizzato la costruzione assumendo società della zona e, ove possibile, privilegiamo l’acquisto di prodotti e materiali da aziende locali”.

Ma non è tutto, Nadal prosegue dicendosi ferito per quanto accaduto: “ciò che mi ha ferito di più è stato che il sindaco di Manacor mi abbia accusato di “vivere fuori dal comune” aggiungendo che “non si pratica la manacoricità con le parole”. Onestamente, dover leggere queste cose è molto offensivo e doloroso. Potrebbero esserci persone a cui non piace il modo in cui ho portato il nome di Manacor in tutto il mondo, ma penso che non ci siano dubbi sul fatto che mi sono sforzato di farlo nel miglior modo possibile. Non mi piace entrare in alcuna controversia. Volevo solo esprimere la mia delusione e dirvi quello che penso, dal momento che ritengo voi meritiate anche di conoscere il mio punto di vista sulle cose che sono state pubblicate o che alcune persone stanno dicendo. Cordiali saluti, Rafael“. Insomma, un botta e risposta a distanza molto duro, con Rafa che sembra essere davvero mortificato per quanto accaduto, dato sopratutto il suo impegno per la comunità di Manacor.