Matteo Soragna
Credits: Instagram @matteosoragna

Il basket italiano e il capitolo Nazionale, il dualismo Lakers-Clippers, i protagonisti dell’NBA e gli immancabili pronostici: il punto di vista di Matteo Soragna a SportFair

L’emozione del canestro, il confronto con gli avversari, quel piccolo margine che separa la vittoria dalla sconfitta, il rimbalzo del pallone dentro o fuori dallo spazio delimitato dal ferro. Emozioni che solo chi vive di basket può provare. Matteo Soragna non solo le ha vissute, ma adesso le racconta a Sky Sport in qualità di commentatore, una sorta di doppia anima cestistica, ben riassunta nella sua immagine del profilo Instagram che lo ritrae per metà vestito con gli abiti da giornalista e per metà con la casacca da basket. SportFair ha raggiunto ai propri microfoni Matteo Soragna per una chiacchierata a 360° sul basket, da quello italiano, con tanto di focus sulla Nazionale, passando per i protagonisti e le situazioni più calde delle franchigie NBA.

Matteo Soragna
© ELIO CASTORIA/LAPRESSE

Da giocatore Matteo si è tolto soddisfazioni importanti: lo scudetto con Treviso nel 2006, il bronzo agli Europei 2003 e l’argento alle Olimpiadi di Atene 2004. Gli abbiamo chiesto quale sia il ricordo che porta maggiormente nel cuore fra questi tre: “lo scudetto con Treviso per me ha un sapore dolce amaro visto che durante i quarti di finale contro Milano mi sono rotto la mano e non ho giocato né semifinali né finali. Non lo sento tutto mio e questa sensazione purtroppo mi rimane dentro. Con la Nazionale sono stati anni meravigliosi ed avere avuto la fortuna di poter vincere delle medaglie ha aumentato in maniera esponenziale tutte le sensazioni che si provano quando indossi quella maglia. Naturalmente l’esperienza delle Olimpiadi è quella che mi ha segnato di più“.

Matteo Soragna
Credits: Instagram @matteosoragna

Svestita la casacca da basket, come detto, Matteo Soragna ha iniziato a raccontare il basket con cuffie e microfono, due modi differenti e accattivanti di vivere la pallacanestro: “sono due mondi diversi che trattano lo stesso argomento. In campo hai l’adrenalina delle partite e il contatto fisico, con le cuffie e col microfono hai il compito di far vivere questo sport agli appassionati entrando nelle loro case, cercando di spiegare a chi ne sa di meno e cercando di aggiungere qualcosa a chi ne sa già abbastanza“.

Luis Scola
Claudio Grassi/LaPresse

Spostando l’attenzione sul basket giocato, abbiamo chiesto a Matteo il suo parere sul campionato italiano. Gli arrivi di Teodosic a Bologna, quelli della coppia Scola-Rodriguez al servizio di coach Messina a Milano, hanno alzato il livello della Serie A. Come si può crescere ulteriormente? “Ogni volta che giocatori e allenatori di livello internazionale fanno parte del nostro campionato l’attenzione dei media e il livello in campo salgono. L’idea deve essere quella di mantenere queste condizioni il più a lungo possibile programmando nel lungo periodo e trovando un sistema che si possa reggere anche senza i mecenati. Non è facile ma se si vuole avere un movimento credibile e duraturo sono condizioni alle quali non si può rinunciare“.

gallinari
AFP/LaPresse

Veniamo dunque al capitolo Nazionale. Gruppo talentuoso, 3 giocatori in NBA (Gallinari, Belinelli, Melli), Datome e Hackett da diversi anni al top in Europa, ma l’Italia ha raccolto più delusioni che soddisfazioni: l’ultima nel Mondiale delle ‘outsider’, vinto da quella Spagna che abbiamo messo in difficoltà come nessun’altra squadra. Matteo Soragna sottolinea come sembra esserci la sensazione che la generazione attuale abbia ‘perso l’occasione’, ma c’è ancora una possibilità: “partiamo dal presupposto che vincere è la cosa più difficile da fare sul campo, le cose che concorrono alla riuscita di un progetto sono moltissime e a volte anche di difficile controllo. Detto questo però, la sensazione è quella che in un paio di circostanze si è persa l’occasione di sfruttare a pieno il potenziale di questo gruppo e di raggiungere qualcosa di importante. Il pre Olimpico di giugno sarà per questo gruppo l’ultima occasione, anche se ci sono già stati degli addii“.

Credits: Instagram @Raptors

Lasciati i confini italiani, ci spostiamo sul tema NBA. Los Angeles è tornata più che mai ad essere il fulcro del basket americano. I Lakers, con la coppia LeBron JamesAnthony Davis, dominano la Western Conference; i Clippers rispondono con un roster ben costruito nel quale brillano i diamanti Kawhi Leonard e Paul George. Due squadre eccezionali, nonostante Matteo indichi nei Clippers la franchigia più attrezzata: “i Lakers hanno fatto all-in con la trade che ha coinvolto Davis, sacrificando i giovani del primo progetto per provare a vincere subito. La coppia con LeBron è tra le migliori della storia ma ai playoff tanto passerà dal livello prestazioni degli altri. I Clippers sembrano costruiti meglio, mantenendo un nucleo che ha funzionato l’anno scorso e inserendo George e Leonard che sono probabilmente la coppia più completa sulle due metà campo“.

steph curry
LaPresse/XinHua

Dal top al fondo della classifica. Chi quest’anno non rientrerà nei discorsi legati all’anello sono i Golden State Warriors. La franchigia vice-campione NBA ha perso Kevin Durant, DeMarcus Cousins, Andre Iguodala e Shaun Livingston in estate, al netto dell’arrivo di D’Angelo Russell, ma soprattutto è stata vittima di una serie di infortuni (Thompson fuori un anno, Curry fino alla primavera, Draymond Green e lo stesso Russell per qualche partita) che avrebbero messo ko qualsiasi squadra. Soragna spiega: “la programmazione è stata la forza di Golden State negli ultimi anni ed è rimasta tale anche all’inizio di questa. Semplicemente se hai mille infortuni, alcuni gravi che tengono fuori i tuoi migliori giocatori per una stagione intera o per gran parte di questa è difficile poter competere. L’addio a Iguodala e Livingston è la variabile più complessa, infortuni a parte, perché dovranno riuscire a sostituire due pedine fondamentali dei successi di questi anni“.

Luka Doncic
LaPresse/Newspix24

In NBA c’è anche un po’ di talento Europeo, e che talento! Luka Doncic ha conquistato il basket americano in poco più di una stagione, impressionando da rookie confermandosi nella prima parte dell’annata attuale. Abbiamo chiesto a Matteo quale futuro avrà Dallas con Doncic in ottica di un possibile assalto al titolo: “Doncic è un giocatore meraviglioso, che ha fatto una stagione da rookie pazzesca e iniziato la seconda stagione ancora meglio, con cifre storiche per un ragazzo della sua età. È talmente forte che nel prossimo triennio potrebbe da solo attrarre a Dallas delle superstar che vorranno giocare con lui per provare a vincere qualcosa. Non un compito facile ma lo sloveno ha una testa che quelli della sua età non hanno“.

LeBron James
LaPresse

Per concludere, gli immancabili pronostici. Matteo ironizza sulle sue difficoltà di ‘previsione’, ma traccia un quadro interessante della stagione 2019-2020: “io e i pronostici siamo mondi separati dalla nascita ma ci provo lo stesso. I miei favoriti per il titolo, ad oggi, sono i Clippers. Per l’MVP della stagione regolare potrebbe vincere LeBron, anche perché sarebbe una storia all’americana… MVP delle finali Leonard che entrerebbe nella storia. Per la delusione scelgo Philadelphia, perchè ha un potenziale devastante ma che non riesce a tradurre sul campo, fino ad ora…“.

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