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Il Pallone d’Oro ha perso ormai il suo valore, diventando una buffonata. Non viene più premiato il migliore della stagione, ma il giocatore più popolare fra colleghi e addetti ai lavori

Come ogni anno, la storia si ripete: la cerimonia di consegna del Pallone d’Oro porta con sè aspre polemiche legate al risultato del vincitore. A 10 anni dalla prima volta, Lionel Messi ha vinto il suo 6° Pallone D’oro, un record che festeggia in solitaria staccando Cristiano Ronaldo fermo a quota 5.

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Ma perchè la vittoria di Messi ha creato così tante polemiche? Perchè, diciamo le cose come stanno, non è pienamente meritata. Per prima cosa, va analizzato l’obiettivo del Pallone d’Oro, un riconoscimento che premia esattamente cosa? Non di certo il giocatore più forte al mondo, criterio che si presta a troppe variabili e sfaccettature per essere definito all’unanimità, per altro poi smentito anche dalla vittoria di Modric nella passata stagione e dall’esclusione dello stesso Messi dalla top 3 (migliore al mondo ad anni alterni?).

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Più probabile che venga premiata la stagione corrente, con i risultati ottenuti con il club e la Nazionale. In questo caso, la ‘Pulce’ ha delle ottime motivazioni in suo favore: la vittoria della Liga e della Supercoppa di Spagna, contro avversari del calibro dell’Atletico Madrid che segna poco più di un gol a partita, prena di una filosofia di gioco ormai morta come il Cholismo e contro il peggior Real Madrid degli ultimi anni, che cambia 3 allenatori in pochi mesi e gioca senza Cristiano Ronaldo.

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Eh sì, ma i 36 gol…“, una cifra incredibile, vero. Premiata però con un riconoscimento apposito, chiamato Scarpa d’Oro, non Pallone d’Oro. Il Pallone d’Oro non premia chi ha segnato più gol. Per quanto riguarda la Nazionale invece? L’Argentina è arrivata in semifinale di Coppa America, non di certo grazie al suo numero 10: mai realmente decisivo, criticato, eliminato dai giovanissimi rivali del Brasile e poi espulso, per frustrazione, nella ‘finalina’ contro il Cile vinta dai compagni senza il suoi aiuto. Una magra figura, l’ennesima di una carriera senza trionfi con l’Albiceleste per quello che dovrebbe essere l’erede di Maradona.

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Diciamola tutta. Va bene il campionato, va bene la nazionale, ma è da sempre la Champions League a rappresentare la discriminante principale per assegnare il titolo in assenza dei Mondiali. Messi ha trascinato il Barcellona fino alla semifinale, segnando anche due reti nella gara d’andata contro il Liverpool, salvo poi scomparire nel match di ritorno sotto un netto 4-0 dei ‘Reds’. Dunque per cosa è stato premiato realmente Messi? Per la stima dei votanti (giornalisti) nei suoi confronti. Sicuramente l’argentino è, insieme a Cristiano Ronaldo, il miglior giocatore al mondo, ma a differenza del portoghese incontra meno le antipatie del mondo calcistico, caratteristica importante nel valutare le voci ‘personalità’ e ‘valore: talento + fair play’ (gli altri due criteri sono carriera e annata calcistica).

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Cristiano Ronaldo è un talento straordinario, mai visto per abilità fisiche e tecniche. Ma è anche popolare, ricchissimo, ha una sua linea di profumi, lo si vede in mutande negli spot pubblicitari con un fisico da culturista, è un sex symbol che fa girare la testa alle donne, risulta arrogante perchè sicuro di sè e delle proprie qualità. Nettamente più facile identificarsi in Messi che incarna il sogno del piccoletto, magrolino e impopolare che con la palla tra i piedi si trasforma da brutto anatroccolo a splendido cigno.

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Il Pallone d’Oro premia simpatie e antipatie, innegabile visti i criteri di votazione. Lo conferma il secondo posto di Van Dijk, ottimo centrale di difesa, premiato per la vittoria della Champions League (criterio non valido per Messi), ma ridotto a medaglia d’argento perchè non talentuoso come Messi e con una carriera neanche lontanamente paragonabile, ma ritenuto comunque più meritevole di Cristiano Ronaldo che in stagione si è portato a casa Serie A (vincendo la Supercoppa Italiana che si gioca a dicembre avrebbe gli stessi titoli di Messi!) e Nations League con il Portogallo.

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Ma CR7 è antipatico, nemmeno si è presentato questa sera. Ed ha fatto bene. Se il Pallone d’Oro è questo, tanto vale non esserci. Il tutto con buona pace di Manè e Salah, due giocatori capaci di segnare 22 gol in campionato (capocannonieri con Aubameyang in Premier League, non in Liga) e trascinare il Liverpool alla vittoria della Champions League (Salah decisivo con un gol in finale). Dimenticati, addirittura fuori dal podio nella miglior stagione delle loro carriere. Che buffonata!

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