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La prossima stagione, Cal Crutchlow, con i suoi 35 anni da compiere ad ottobre, sarà il secondo pilota più vecchio a gareggiare in MotoGp. L’età si fa sentire, così come i tanti acciacchi dovuti agli infortuni, due buone motivazioni per pensare al ritiro.

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AFP/LaPresse

Intervistato da Speedweekn, Crutchlow ha spiegato di valutare seriamente il suo addio alla MotoGp a fine 2020, quando scadrà il contratto con Honda, poichè a causa dei problemi fisici non si sente più competitivo come vorrebbe. Il nativo di Coventry non seguirà le orme di Valentino Rossi, che l’anno prossimo gareggerà a 41 anni: “l’ho già detto ad agosto, ho ancora un contratto con Honda fino alla fine del 2020 e ho sempre pensato che sarebbe stato il mio ultimo contratto in MotoGP. Non voglio prendere ancora impegni. Ma non sono veloce come una volta. Sono ancora veloce sulla distanza di gara, ma non così veloce sul giro secco.

Non sono un cattivo pilota, ma forse il problema del 2019 è stata una combinazione di me stesso e la moto. Posso ancora ottenere buoni risultati come prima, posso ancora vincere gare. Non sono preoccupato per il rallentamento, questo ha anche a che fare con le mie molte ferite. Il mio corpo fa male. Non solo a causa del brutto incidente del 2018 in Australia, ma in generale. Non sono un debole e darò sempre il mio 100% finché avrò un contratto. Ma non so per quanto tempo vorrò continuare, potrei smettere dopo il 2020 e condurre una vita normale. Potrebbero esserci colleghi della mia età che non provano dolore quando salgono sulla moto. Valentino Rossi non sembra avere tali problemi. Ha 40 anni e apparentemente non ha fastidi. È diverso per me.

Cal Crutchlow
LaPresse/Alessandro La Rocca

Ho sempre dato tutto per questo sport. Se anche questo non bastasse per vincere il mondiale, lo accetterò. Posso affermare con certezza di aver dato il massimo in ogni giro di ogni gara. Mi sono divertito molto nella mia carriera, nonostante gli alti e bassi. Non voglio cambiare nulla. Certo, ho perso alcuni podi qua e là. In realtà non sto dicendo che mi fermerò sicuramente dopo la stagione 2020. Può darsi che nel 2020 niente mi faccia più male. Tuttavia, non ho più bisogno di correre, anche se adoro correre. Ho lottato per tornare indietro dopo tutti gli infortuni perché ho una passione per le corse.

Ma voglio vivere una vita normale. Riesco ancora a guidare velocemente una moto. Nel 2013 alla Tech3 la mia moto è stata facile da guidare, ho ottenuto ottimi risultati. Oggi sono migliore e più veloce come pilota rispetto ad allora. Ma ho una moto che è difficile da guidare e la concorrenza è diventata sempre più forte”.