LaPresse/Spada

Giocare nel ruolo di portiere porta con sè una pressione enorme: al minimo errore, la palla passa alle tue spalle e la tua squadra può ritrovarsi subito sotto di un gol, tanto basta per determinare una vittoria o una sconfitta. Giocare nel ruolo di portiere, con la maglia del Real Madrid, è roba per pochi. Keylor Navas, arrivato fra lo scetticismo dei tifosi abituati a grandi numeri 1 come Iker Casillas, ha dimostrato di poter ricoprire adeguatamente quel ruolo, fin quando in estate non è stato spedito in direzione Parigi.

Il PSG gli ha dato una chance da titolare, con un’altra maglia pesante, occasione che i ‘Blancos’ sembravano non volergli più concedere. Lo spiega l’estremo difensore ai microfoni di ‘El Chiringuito’, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa: “ormai si parla del passato e io cerco sempre di ricordarmi le cose buone. Avevo un buon rapporto con Zidane, che mi ha difeso spesso. Poi però succedono cose senza che noi conosciamo il motivo per cui accadono. A Madrid probabilmente pensavano che non fossi più adatto per restare. Poi è arrivata una squadra come il PSG che mi ha convinto subito dandomi grande fiducia”.

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