Turati
Lapresse

Il giovane portiere del Sassuolo ha esordito ieri allo Stadium contro la Juventus, riuscendo a fermare gli attacchi di Ronaldo e Higuain

Una giornata che Stefano Turati difficilmente dimenticherà, custodendola gelosamente nel proprio cuore. Una partita che rimarrà scolpita nella sua mente, quella del suo esordio in Serie A.

Stefano Turati
Marco Alpozzi/LaPresse

Juventus-Sassuolo è il match del giovane portiere 2001 dei neroverdi, un mare di emozioni per questo 18enne di belle speranze riuscito a fermare alla sua prima in campionato gente come Cristiano Ronaldo e Higuain. Al termine della partita il primo pensiero è per la famiglia e per la mamma, che ha raccontato nel post gara l’emozione del figlio: “Buffon è stato un signore, Stefano era al settimo cielo e il primo messaggio che ha mandato è stato alla chat di famiglia: voleva salutare me, ma anche la sorella e il papà. Ha scritto solo ‘sono in una bolla, non capisco più niente’. Anche io lo sono, gli ho risposto. E’ importante il calcio, ma anche la scuola. Quest’anno dovrebbe diplomarsi. A scuola non va proprio benissimo, del resto ha poco tempo per studiare. Ma vogliamo che prenda il diploma e ci tiene anche lui. Da piccolo gli piaceva anche il basket, poi ha preso la strada del pallone. Ha cominciato nell’Inter Academy di Viale Sarca a Milano, poi è andato all’Enotria e successivamente nelle giovanili dell’Inter. Poi il Pavia, che era abbastanza vicino a casa nostra, e il Renate in Serie C. Adesso è maturato e adesso, spero vada avanti e non si monti la testa“.

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