Marco Alpozzi/LaPresse

E’ diventato uno dei simboli della lotta al razzismo, un riconoscimento di cui Romelu Lukaku va certamente fiero.

Quanto accaduto mesi fa a Cagliari lo ha toccato nel profondo, quegli ululati rivolti nei suoi confronti dopo il gol segnato su rigore gli ricordano come ci sia ancora molto da fare per sconfiggere questa piaga sociale. Intervistato dal New York Times, l’attaccante dell’Inter ha rivelato: “di fronte ai razzisti mi sono sempre detto di segnare, vincere e tornare a casa. Mi sono confrontato molte volte nella vita con situazioni di questo tipo, poi costruisci una sorta di guscio. Tiro fuori la rabbia sul campo“.

pogba
AFP/LaPresse

Tornando al campo, il belga ha rivelato gli ultimi giorni trascorsi al Manchester United: “una volta mi sono sfogato con Pogba, gli ho detto che avevo finito lì. Era sempre ‘Sì, ma …’ fin dall’inizio. Ho segnato contro il Real Madrid nella Supercoppa europea, ma per altri ho sbagliato un’altra occasione. Ho segnato contro il West Ham nella mia prima partita in Premier League: ‘Sì, ma… ‘. Da quel momento in poi, ho iniziato a chiedermi come sarebbe andata. Io e Paul siamo stati accusati della caduta del Manchester United“.

Ronaldo
AFP/LaPresse

Infine, Lukaku si è soffermato sulla Serie A, campionato rivelatosi difficile così come glielo avevano prospettato: “Cristiano Ronaldo mi ha detto che questo è il campionato più difensivo e più duro del mondo. Ha detto di aver segnato gol ovunque, ma questo è stato il posto più difficile per farlo. E se Cristiano Ronaldo pensa che sia difficile, allora deve essere davvero difficile. È più difficile dell’Inghilterra, Il calcio è più intenso lì, ma qui è un altro modello di gioco“.