ricciardo
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La stagione 2019 di Formula 1 ha visto, chi più chi meno e in diversi momenti dell’anno, tutti i top driver protagonisti: Hamilton ha vinto il Mondiale; Bottas gli ha dato del filo da torcere soprattutto nelle fasi iniziali; Verstappen e Leclerc hanno dimostrato di essere il presente e il futuro della Formula 1; mentre Vettel ha voluto rispondere a chi lo dava per ‘finito’.

All’appello manca però un pilota di spessore, Daniel Ricciardo. L’australiano ha chiuso il Mondiale nel totale anonimato del centro classifica, totalizzando 54 punti che gli sono valsi un misero nono posto, ben lontano dalle aspettative che aveva quando ha deciso, di colpo, di lasciare la Red Bull sempre più concentrata su Verstappen. Per Ricciardo l’unica gioia, se così la si può definire, è stato il quarto posto di Monza, un bottino magrissimo per un pilota abituato alle posizioni di vertice nella sua esperienza in Red Bull.

La colpa però non è la sua, ma della Renault che gli ha affidato una monoposto non competitiva. Lo spiega Mika Hakkinen nel corso di un podcast per Unibet: “credo sia un vero peccato vedere Ricciardo in un posto dove non ha possibilità di vittoria. Abbandonare un team vincente e passare ad una squadra che non è in grado di lottare per la vittoria è sempre frustrante. Ricciardo è un ragazzo molto positivo, ma deve evitare di dubitare sé stesso. Non c’è niente che non vada nelle sue qualità. E’ la sua auto che non è competitiva“.