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LaPresse/Vincenzo Livieri

La fine dell’anno è sempre il momento in cui si tirano le somme di quanto si è fatto in stagione. La Ferrari ha vissuto un’altra stagione deludente sotto il profilo delle vittorie, poichè conclusa senza titoli, ma è ben consapevole di aver trovato in Leclerc il pilota del presente e del futuro.

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LaPresse/Reuters

Quel che ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi è stato il gap con la Mercedes che ha dominato l’intera stagione, scricchiolando nella seconda metà del campionato, salvo poi riprendersi nel finale. Lo sottolinea Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente Ferrari che ai microfoni di Sky Sport ha spiegato: “è stato un mondiale che speravo andasse meglio, viste le premesse iniziali e le prove invernali. Ciò che mi dispiace è che da un po’ di anni la Ferrari non vinca il Mondiale e questo ci sta, perchè ci sono tante di quelle componenti variabili, però che non sia mai in condizioni da anni di giocarsela fino all’ultima gara. Ho dei ricordi non belli, di tanti campionati persi all’ultima gara della stagione, ma almeno fino alla fine c’era la possibilità di vincere. Invece quest’anno e negli scorsi questo non è avvenuto e mi è dispiaciuto. Le cause sono prima di tutto della competitività della macchina: l’anno scorso lo era di più rispetto a quest’anno, ci sono stati dei problemi di affidabilità. Poi c’è la tattica, la gestione della gara, i piloti. Vincere in Formula 1 significa avere un insieme di elementi tutti perfetti“.

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Montezemolo ha poi parlato della prossima stagione della scuderia di Maranello, nella quale si dovrà regolare il dualismo fra Leclerc e Vettel: “di quest’anno rimane il ricordo di pole position importanti, un Leclerc che è un pilota oggi in grado di vincere, un ragazzo duro in corsa ed intelligente, che fa tesoro degli errori e può diventare un fuoriclasse. Certamente ci sono stati dei momenti che hanno influito negativamente sulla squadra, i piloti devono sapere che non corrono per sè stessi, altrimenti si dovrebbero fare un loro team e lo dissi una volta a Barrichello. Ci vuole chiarezza, molta disponibilità di entrambi a rendersi conto di questo.

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Sarà un tema molto interessante della prossima stagione, perchè ci sono due cavalli di razza ed entrambi vogliono vincere e quando è così spesso pensano più a se stessi che della squadra. Questa è una grande responsabilità che avranno Binotto e la squadra, un tema delicato. Vettel deve essere calmo, avere fiducia nei suoi mezzi che sono molto forti. Deve avere un dialogo molto aperto con la squadra. Quando si va verso la fine dei contratti ci sono anni delicati. Negli ultimi anni ha dimostrato di essere sempre molto veloce e prima o poi il numero uno deve venir fuori. Negli anni in cui ho lavorato, c’era Lauda con Regazzoni che doveva mandar giù qualche boccone amaro, ma Lauda era più veloce ed è giusto che puntassimo su di lui, difatti abbiamo vinto due Mondiali e ne abbiamo perso uno per mezzo punto in Giappone. Poi Schumacher, Barrichello, Irvine, lo stesso Massa erano piloti in grado di vincere le gare, portare punti importanti per il campionato, ma era chiaro che Schumacher fosse il numero uno. Non era una nostra decisione, lo diceva il cronometro. Quindi in generale un po’ di chiarezza ci vuole“.