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La Ferrari non sta con le mani in mano e, nonostante l’exploit di Leclerc e la trattativa con Lewis Hamilton, cresce in casa i talenti del domani grazie al certosino lavoro dell’Academy.

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Un progetto seguito da vicino da Laurent Mekies, direttore sportivo del Cavallino che ha spiegato ai microfoni della Gazzetta dello Sport gli obiettivi della Casa di Maranello: “al di là della velocità pura, sulla quale possiamo fare valutazioni strumentali, quello che dà più fiducia sull’avvenire di un ragazzo è l’apertura mentale a imparare. L’obiettivo dell’Academy non è trovare un pilota che corra in F.1, ma un pilota che corra un giorno per la Ferrari. Due cose ben diverse. Per le monoposto siamo abbastanza strutturati per fare le nostre valutazioni e puntiamo a rafforzarci seguendo i piloti anche nei Paesi lontani. Nel kart c’è un accordo con Tony Kart affinché ci segnali quelli più promettenti. Poi li invitiamo per una settimana a Fiorano e svolgiamo vari test, compresi giri di pista con la F.4. Ovviamente tutti scalpitano per stabilire il tempo di riferimento. Team clienti? Un passaggio intermedio, prima di arrivare alla Ferrari, è necessario. Lo stesso Leclerc ne è la prova. Ma il talento oggi vince su tutto. Se troveremo un talento verranno a chiederlo anche i team concorrenti“.

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