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foto di Giancarlo Colombo/FIDAL

Quattro podi, terzo posto nel medagliere (1 oro, 2 argenti, 1 bronzo) dietro a Gran Bretagna (5-0-1) e Francia (2-0-2): è il secondo miglior piazzamento italiano di sempre, in 26 edizioni degli Europei di cross, e meglio di così gli azzurri della corsa campestre avevano fatto soltanto in casa, a San Giorgio su Legnano, con il secondo posto del 2006.

Terza piazza azzurra anche nella placing table, con gli stessi punti dei francesi (44), alle spalle dei britannici (70). Soltanto in altre tre occasioni, prima di oggi a Lisbona, la nazionale italiana aveva raccolto quattro o più medaglie: cinque nel 2006 (con due ori), quattro nel 2014 (due ori) e quattro nel 2016 in casa, a Chia. Numeri che raccontano la bella giornata azzurra in Portogallo, illuminata dalla medaglia di bronzo di Yeman Crippa, la sua prima tra i senior nel cross dopo quattro podi giovanili, e la splendida conferma d’oro di Nadia Battocletti tra le under 20, ma anche gli argenti a squadre delle U20 e degli U23.

IL BILANCIO –Ho chiesto combattività e il messaggio è passato” le parole del direttore tecnico Antonio La Torre, la cui analisi parte dal titolo di Nadia Battocletti: “vale molto di più dell’oro di Tilburg dello scorso anno, perché in ogni momento con quattro avversarie di altissimo livello ha fatto la gara, ne ha determinato ogni cambiamento, l’ha dominata. Bellissima anche la medaglia d’argento delle under 20, pur con lo stesso punteggio della Gran Bretagna che però ha piazzato meglio la terza classificata”. Da un podio a un altro, Crippa è sempre più una certezza: “oggi Yeman ha dato prova di cosa significhi essere entrato nei panni del campione, soprattutto mentalmente. Siamo sinceri: negli ultimi due giri eravamo tutti in forte apprensione perché si vedeva che stava facendo fatica. Però ha saputo tenere la terza posizione con grandissima intelligenza, e chi corre contro di lui per farlo perdere non porta a casa proprio nulla. Yeman è un fuoriclasse”.