LaPresse/Fabio Cimaglia

La Wada ha preso la sua decisione: la Russia è stata squalificata per 4 anni dalle competizioni sportive per aver falsificato i controlli antidoping di molti atleti. Una decisione drurissima, per punire la scorrettezza russa, anche se alcuni atleti potranno gareggiare, sotto bandiera neutrale, dopo aver dimostrato la loro innocenza.

E’ una squalifica sacrosanta, era chiaro che in Russia c’era un sistema centralizzato di doping ma adesso gli atleti di questo grande Paese vanno aiutati ad uscire da questa situazione. Ciò che i dirigenti russi hanno fatto assieme ai dirigenti internazionali ha solo ritardato il problema doping in Russia: dico che si poteva intervenire molto prima. La Russia ha sempre avuto una grande scuola di allenamento, la scienza di tanti sport è veramente nata in Russia che è’ stata schiacciata dal doping. Tutto è stato subordinato al doping. Sono stati mortificati specialisti, allenatori e ricercatori perchè è stata percorsa questa strada brutale. Tenendo fuori la Russia si fa un favore agli stessi atleti: la Russia è un grande Paese e bisogna consentire alla scienza russa di riemergere“, questo il parere di Sandro Donati, allenatore di Schwazer, che da anni lotta contro il doping e gli imbrogli attorno ad esso.

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