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Carmelo Anthony è tornato in NBA sfruttando al meglio la chance che i Blazers gli hanno offerto, dimostrando le sue qualità e un’attitudine mirata a restare nella lega come giocatore ancora utile, diversamente da quanto hanno pensato a Houston prima di tagliarlo.

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Una ferita ancora aperta quella con la quale Melo ha imparato a convivere, al punto da non essersi stupito quando i Rockets hanno dato il benservito anche a Chris Paul. Del resto, come si dice negli USA, è solo business: “non mi ha sorpreso la sua partenza. Quando mi è successo quel che è successo a Houston, Chris è stata la prima persona che ho chiamato chiedendogli di venire nella mia stanza. Dovevamo chiarire delle cose e gli ho chiesto se lui avesse niente a che fare col mio taglio. Lui mi ha detto ‘no’. Allora l’ho guardato negli occhi e gli ho detto: ‘stai attento’. Capisci cosa voglio dire? Stai attento che non accada la stessa cosa anche a te.

Non ho parlato con nessuno di Houston. Non sono arrabbiato. Non sono amareggiato. Succede. Vorrei aver avuto una spiegazione quando è successo, ma ormai è tutto passato. La mia situazione e quella di CP3 sono diverse. Nessuno ha una risposta per la mia situazione. Non credo nemmeno che ce l’abbia Houston. È solo qualcosa che era già stato stabilito prima ancora che arrivassi. Ero in prova. Se guardiamo indietro, mi hanno valutato in 10 partite. Ormai il basket è diventato questo. È molto più analitico e ti valutano in 10 partite“.