Atalanta Gosens
AFP/LaPresse

Gasperini in panchina cerca di restare concentrato sulla partita, mancano 5 minuti e la gara è caldissima. Il suo volto però tradisce il sorriso, a tratti commovente, di chi sa di essere vicino a qualcosa di storico. L’Atalanta sta vincendo 0-2 sul campo dello Shakhtar, risultato che unito al 4-1 del City, regala la prima, storica, qualificazione agli ottavi di Champions League per i bergamaschi. Lo 0-3 lo fa sciogliere definitivamente, il triplice fischio trasforma il sogno in realtà: l’Atalanta supera il Gruppo C di Champions League come seconda classificata.

Papu Gomez
AFP/LaPresse

La qualificazione sembrava complicata fin dal sorteggio: il Manchester City destinato a dominare; lo Shakhtar esperto, sempre in prima linea in Europa; l’ostica Dinamo Zagabria. Nessuna squadra materasso, trasferte complicate, maggiore esperienza degli avversari. Tre sconfitte nelle prime tre gare, subendo addirittura 11 gol, sono state il benvenuto: in Europa non si scherza. Qualsiasi squadra all’esordio in Champions si sarebbe demoralizzata, avrebbe tirato i remi in barca, preferendo concentrarsi sul campionato nel quale c’è un posto fra le prime 4 da conquistare. L’infortunio di bomber Zapata sarebbe stata l’ennesima buona scusa: ‘che sfortuna, è andata così…‘.

Con Gasperini in panchina la cultura dell’alibi non esiste. Le 3 partite successive sono state dei capolavori. Il pareggio, nel back to back dopo il 5-1 subito, contro il City di Guardiola che ha definito la difficoltà di giocare contro l’Atalanta “una sessione dal dentista“; le due gare dominate contro Dinamo Zagabria e Shakhtar Donetsk. Senza mai tradire la propria filosofia di gioco, esprimendo un calcio offensivo, grintoso, votato all’attacco nel quale ogni uomo, dal portiere all’attaccante, è coinvolto nella manovra. Un trionfo del bel calcio, un bel calcio finalmente italiano, che non si basa sulla corsa e sulla difesa, sulle urla dalla panchina e le richieste di nuovi giocatori dal mercato alla prima sconfitta.

Gasperini
Massimo Paolone/LaPresse

Una vittoria di Gian Piero Gasperini, allenatore fin troppo sottovalutato, capace di dare mentalità, maturità e identità calcistica ad una squadra che si affaccia al tavolo delle migliori d’Europa con la consapevolezza di non essere una Cenerentola, ma una Dea. Del resto, guai a chiamarla sorpresa: quest’Atalanta è una solida realtà e certi palcoscenici li merita più di molte presunte big.

Valuta questo articolo

Rating: 5.0/5. From 2 votes.
Please wait...
INFORMAZIONI PUBBLICITARIE