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Riad si colora di bianco e celeste! Ribaltando i pronostici della vigilia, la Lazio batte la Juventus in un’accesa sfida che ha messo in palio la Supercoppa Italiana. Il King Saud University Stadium, riempito da oltre 23.000 persone, ha fatto da scenario per un bellissimo spot mondiale per il calcio italiano, per una gara che ha messo di fronte due eccellenze del pallone nostrano.

Lazio
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Da una parte la Juventus Campione d’Italia, simbolo di vittorie, trofei e successi, guidata dal tifatissimo Cristiano Ronaldo; dall’altra la sorprendente Lazio che, dopo la vittoria della Coppa Italia, sogna di mettere in bacheca un altro trofeo. Sogno diventato realtà grazie ad una prestazione da applausi. Simone Inzaghi che, va ricordato, doveva essere un semplice traghettatore all’inizio della sua avventura sulla panchina dei capitolini, ha disegnato una Lazio in grado di giocarsela a viso aperto con chiunque: compatta dietro, letale sulle fasce e nelle ripartenze, pungete in zona gol. Anche senza le reti di Immobile ci pensano Luis Alberto, Lulic e Cataldi a stendere la Juventus che, in svantaggio già nei primi minuti, aveva riagguantato il match con il temporaneo pareggio di Dybala.

Sarri
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Un netto 3-1, con tanto di espulsione di Bentancur, risultato identico a quello maturato qualche settimana fa in campionato (in quella partita fu espulso anche Quadrado, ndr). Una Lazio che sembra aver preso le misure di una Juventus pericolosa solo quando si accende il trio d’attacco, quest’oggi priva del graffio di Cristiano Ronaldo che interrompe la sua striscia di finali vinte consecutivamente a 11 fra club e nazionale. Bianconeri che confermano una scarsa solidità difensiva e una difficoltà, come evidenziato da Sarri, a supportare il tridente pesante senza pagare sul bilanciamento della squadra. Una sconfitta dalla quale imparare e risorgere, come l’Araba Fenice.