LaPresse/PA

Josè Mourinho si presenta e la conferenza stampa del Tottenham è subito uno show: l’inizio è molto umile, poi nella stoccata sulla finale di Champions persa si rivede lo ‘Special One’

Che cos’è questo silenzio?!”, Josè Mourinho rompe il ghiaccio nella conferenza stampa di presentazione in qualità di neo allenatore del Tottenham. Il tecnico portoghese, dopo un lungo periodo di inattività, si è presentato più umile e riflessivo, quasi come se la pausa lo abbia aiutato a ‘meditare’ su se stesso e il suoi lavoro: “ho avuto il tempo di ripensare alla mia carriera e ai fatti più recenti. Ho analizzato i miei errori e spero di non ripeterli, ma sicuramente commetterò altri sbagli. Sono rilassato, motivato, pronto. Sono felice dal profondo del cuore. Sono approdato in un grande club, con grandi giocatori e grandi strutture. Il potenziale di questa squadra è davvero elevato ed è una delle ragioni per cui sono qui. Ora non è il momento di pensare a me stesso, ma alla squadra. La mia ambizione immediata è vincere la gara con il West Ham e poi quella con l’Olympiakos, in cui debutterò nello stadio di casa, per qualificarci agli ottavi. Non farò rivoluzioni, anche perché Mauricio Pochettino ha svolto un lavoro eccellente. Il mio pensiero va a lui e gli dico che sarà sempre il benvenuto qui, perché fa parte della storia del Tottenham. Questa sarà sempre la sua casa. In prospettiva, dico che non possiamo vincere la Premier quest’anno, ma possiamo farlo la prossima stagione“.

Mourinho
AFP/LaPresse

Fissato il primo obiettivo a lunga scadenza, ma nemmeno così lunga in fin dei conti, Mou glissa sul mercato preferendo lavorare sul gruppo presente, esaltando le qualità di una squadra della quale ha sposato in pieno il progetto, al punto da andare a dormire anche con il pigiama del club: “mercato? Non ho bisogno di giocatori nuovi perché sono contentissimo di quelli che ho trovato. Il potenziale è enorme, bisogna solo capire perché in questo momento i risultati non arrivino. Le frasi del passato, quando dissi che non sarei mai venuto qui, appartengono appunto al passato. Il calcio è cambiato. Mr Wenger è stato l’ultimo allenatore di lunghissima durata. Ora va tutto più in fretta: la vita, i rapporti umani, il calcio. Io mi considero un uomo club. Quando entro a far parte di una squadra, indosso la tuta con lo stemma per l’allenamento e il pigiama sociale per andare a dormire. È stato così al Porto, al Chelsea, all’Inter, al Real Madrid, al Manchester United. E sarà così anche al Tottenham“.

Mourinho
LaPresse/PA

Sì però, ridateci il vecchio Mou. Va bene la simpatia, l’umiltà e qualche trucchetto verbale da vecchio volpone qual è: ma dove sono le frasi che regalano i titoli di giornale? L’occasione si presenta nel parlare di Champions League e lo ‘Special One‘ viene fuori dirompente. Il Tottenham è in crisi a causa degli strascichi lasciati dalla finale di Champons persa? “Non lo so, non ho mai perso una finale Champions. Ma posso immaginare che perdere una gara di questo livello abbia lasciato qualcosa di negativo“. Welcome back Josè.

Valuta questo articolo

No votes yet.
Please wait...
INFORMAZIONI PUBBLICITARIE