nainggolan

A tutto Nainggolan, dall’addio alla Nazionale all’errore dell’Inter, passando per la malattia della moglie Claudia: le parole del Ninja

Reduce dal gol di lunedì contro il Lecce, Radja Nainggolan è sempre più sicuro delle sue qualità. Il calciatore belga si è sfogato in un’intervista ad Eleven Sports, spaziando in vari argomenti. Non poteva mancare, vista la sua buona stagione, un commento alla decisione dell’Inter di non includerlo nel progetto del club: “sarei potuto andare alla Fiorentina o in tante altre squadre, ma il problema di mia moglie ha reso la scelta più semplice. Ho preferito andare in una squadra di cui conoscevo i metodi e dove abitava mia moglie. L’Inter? Io non ho insistito per andarmene, ma amo ancora troppo il calcio per finire fuori squadra. Voglio dimostrare che hanno fatto un errore. I buoni risultati sono una grande vittoria per me. Io a Cagliari a fine carriera? Non ci penso ancora, ma ho comprato casa qui: potrei vivere ad Anversa, ma potrebbe non essere il futuro dei miei figli”.

nainggolan
LaPresse/Alessandro Tocco

Il Ninja ha poi aperto una parentesi sulla moglie Claudia e la sua malattia: “mia moglie sta combattendo, ma la strada è lunga. Dovremo aspettare la chemioterapia per vedere se ci sono complicazioni. Ma per adesso sta andando tutto bene, è la cosa più importante: lei sa cosa fare. E io provo ad esserci di più per i bambini, mi concentro molto su di loro. Non è facile perché spesso siamo a casa senza di lei ed è importante non soffrano troppo”.

nainggolan
Alessandro Tocco/LaPresse

Infine sulla scelta di dire addio alla Nazionale ha concluso: “tornare? Ho fatto la mia scelta e la rispetterò. Avevo giocato un bell’Europeo e ottime qualificazioni, ma non sono sempre stato accettato. La gente dice che forse il problema ero io visto che non ho giocato né con Wilmots, né con Martinez: ma se chiedi ad ogni giocatore, ti risponderà che non ho mai causato problemi. Sono nel gruppo, faccio umorismo e partecipo: ma non ero il preferito dell’allenatore. Martinez? Preferirei che un allenatore mi dicesse le cose in faccia e alla fine l’ha fatto dopo che l’ho detto dieci volte: mi disse di non potermi dare lo stesso ruolo di Roma e che non voleva portarmi in panchina, altrimenti avrei causato problemi. Quell’anno avevo giocato la semifinale di Champions League: quella spiegazione ha poco valore. Tutte le volte che ero in panchina non ho mai causato problemi: quindi è davvero pazzo”.

Valuta questo articolo

No votes yet.
Please wait...
INFORMAZIONI PUBBLICITARIE