murray
AFP/LaPresse

Andy Murray ha pensato nuovamente al ritiro prima del tour asiatico che lo ha rimesso in corsa tornando dunque ad essere competitivo ad alti livelli

Ok, continuo ad allenarmi, ma se entro la fine dell’anno non ottengo risultati e non mi sento meglio sul campo, allora non vado avanti. Loro mi dicevano ‘guarda che sei più vicino di quel che pensi’. Poi ho cominciato a vincere qualche match, a sentirmi meglio, ad avere più fiducia anche nella mia anca”. E’ il testo del colloquio avuto da Andy Murray con il suo staff poco prima del tour asiatico svolto dal tennista scozzese. Zhuhai, Pechino e Shanghai prima ed il successo ad Anversa poi, hanno ridato fiducia al tennista che adesso sembra voler ripartire nella stagione 2020 con l’entusiasmo d’un tempo, nonostante abbia pensato nuovamente al ritiro prima del suddetto tour.

Murray ha inoltre parlato del suo rapporto col tennis, che va ben oltre lo sport in sé. “In qualche modo il tennis per me è una via di fuga. Ho avuto problemi d’ansia da piccolo, problemi che scomparivano improvvisamente quando mi trovavo sul campo da tennis. Io mostro la mia personalità in campo. Il tennis mi ha permesso di esprimere la mia personalità, per questo è così importante per me. Le persone pensano sia solo sport, ma per me è molto di più“. Chapeau Andy, lo scozzese continuerà dunque ad emozionarsi sul terreno di gioco come quando era bambino, attirando le simpatie degli appassionati che gli sono stati tanto vicini in queste ultime annate non certo semplici.

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