Bennacer
Spada/LaPresse

Bennacer parla da leader del Milan: il regista algerino studia Pirlo per migliorare e lancia la sfida alla Juventus

La partita contro la Lazio è terminata con una sconfitta per 1-2, ma forse ha regalato al Milan il tanto atteso regista che manca da diversi anni. Ismael Bennacer si è ripreso alla grande dopo gli errori contro la Fiorentina ed ha inanellato due prestazioni importanti contro Spal e Lazio.

Bennacer
Spada/LaPresse

Intervistato dalla ‘Rosea, Bennacer ha spiegato di voler migliorare nel ruolo di regista che interpreta stabilmente da un anno e mezzo: “mi dispiace per come quella partita è finita. In passato ho fatto anche la mezzala ma ora, da un anno e mezzo, gioco davanti alla difesa. Un tempo in cui ho imparato tante cose ma ancora troppo poco per dire che vado bene così: so di dover essere più leader, di dover parlare di più come impone il mio ruolo. Devo saper suggerire ai miei compagni le indicazioni migliori, devo capire come gestire i momenti difficili. Oggi parlo già tanto, in campo visto che fuori sono uno silenzioso, ma devo farlo ancora di più. E poi devo crescere tatticamente, nella ricerca della palla, nel sapermi liberare dalla pressione“.

A proposito di pressione, Bennacer spiega di non sentire quella intorno alle sue aspettative e lancia la sfida alla Juventus per uscire dal brutto momento in cui si trova il Milan: “è ovvio che Milano è Milano ed Empoli era Empoli. Ma il calcio è uguale da tutte le parti, solo che qui giochi con compagni più forti. Per questo dico che la pressione non mi influenza, credo di saperla reggere bene. Se possiamo battere la Juventus? Certo. La Juve è la Juve ma noi siamo il Milan, non il Lecce. Se loro, Juve e Lecce, hanno pareggiato, noi possiamo vincere. Basta avere lo spirito giusto”.

Pirlo
LaPresse / Daniele Badolato

Per conclude un riferimento al suo ruolo di regista che per i colori rossoneri ha solo un nome e un cognome: Andrea Pirlo. Bennacer svela: “mi ispiro a Iniesta e Verratti, li osservo tantissimo. Quando Pirlo giocava ero piccolo e non ho fatto in tempo a vederlo molto dal vivo. So che è stato tra i più grandi e anche Boban me lo ricorda sempre. Mi dice: ‘guarda come giocava Pirlo, non era velocissimo ma sapeva prima degli altri dove andava la palla e dove erano i compagni, la sua posizione era sempre perfetta’. Ora lo sto studiando nei video”.