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Berrettini pronto per le ATP Finals: le sensazioni del giovane azzurro dopo un 2019 brillante

E’ tutto pronto a Londra per le ATP Finals: quest’anno gli italiani seguirano con passione il prestigioso torneo grazie alla qualificazione di Matteo Berrettini. Il giovane tennista azzurro deve ringraziare Shapovalov, che al torneo di Parigi-Bercy ha fatto fuori Monfils in semifinale, regalando a Matteo il pass per le Finals: “se non fossi entrato sarebbe andata bene lo stesso. Ero lì, in balia dei risultati altrui poi mi sono detto: ‘Mattè, dai, non ne vale la pena di dannarsi l’anima’. Sono così fiero di me e di quello che ho fatto quest’anno che anche se fossi stato prima riserva alle Finals sarebbe comunque stato un grande risultato. E’ una grande soddisfazione troppo più grande, enorme, ci avrei fatto una firma quattro metri per quattro. Però erosereno e forse Shapovalov ha vinto anche per questo… Non gli ho messo pressione. È il coronamento di una stagione intera, che va oltre il risultato del torneo. Vuol dire che ho avuto una continuità importante, è un premio alla professionalità. Significa che mentalmente e fisicamente sono stato sul pezzo tutto l’anno“, ha raccontato alla ‘rosea’.

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Un 2019 brillante, quello di Berrettini, autore di un’incredibile scalata che lo ha portato adesso all’ottavo posto nel ranking mondiale: “devo dire la verità, ho dovuto gestire lo stress. Una cosa normale, tutti nella vita ne siamo sottoposti, che sia lavorare su un campo da tennis o in ufficio, o portare avanti una famiglia. Però non avevo mai vissuto con gli occhi così puntati addosso. Ho finito la settimana di New York con una infiammazione alla bocca che il medico mi ha detto essere legata proprio allo stress e alla stanchezza. Per due o tre settimane dopo lo US Open ho fatto molta fatica a dormire“.

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Una stagione brillante, che sicuramente ha arricchittio le sue tasche: “il mio rapporto con i soldi è sereno, mi piace usarli per migliorare nella mia professione, non sono uno che fa pazzie. Ci sono tante cose che un atleta deve gestire, dalla popolarità ai guadagni, è importante per me restare ancorato a quello che mi ha portato dove sono arrivato. Il pensiero di poter fare tutto, di essere onnipotente quando le cose vanno bene ti può anche attraversare, ma se ti affidi alle persone che ti vogliono bene, allora sei sicuro di non sbagliare“.

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Spero solo che se incontrerò Federer mi tratti un po’ meglio che a Wimbledon“, ha scherzato poi l’azzurro. “Fognini? Andiamo d’accordo, è un bravissimo ragazzo, genuino e la nostra è solo rivalità positiva. I risultati di uno, negli ultimi tempi hanno spinto l’altro e penso che riusciremo a creare un grande gruppo“.

Infine non poteva mancare un commento sulla sua storia d’amore con la collega Ajla Tomljanovc: “bene, siamo due persone tranquille, condividiamo la passione per i cani e le serie tv. Ma spesso dobbiamo stare lontani e non è facile capirsi da un capo all’altro del mondo. Ma come si faceva quando non esistevano le videochiamate…?