Dybala
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Paulo Dybala si concede ad un’intervista a 360° gradi ai microfoni di El Pais: il talento della Juventus parla del ‘bisogno’ di giocare con la palla fra i piedi, ma si distacca dall’etichetta di leader della squadra

E’ difficile separare la persona dal calciatore. Sono un ragazzo e un atleta calmo. Ma sul campo voglio la palla. Avevo degli allenatori che mi chiedevano di non muovermi, di aspettare. E non potevo. Senza la palla mi perdo, devo toccarla, ho bisogno di azione. Penso che sia una necessità“. Si è espresso così Paulo Dybala in una lunga intervista rilasciata al quotidiano spagnolo ‘El Pais’. L’attaccante della Juventus ha parlato della differenza di sensazione fra gol e assist, spiegando poi di non sentirsi ancora un vero leader della squadra bianconera.

Dybala
AFP/LaPresse

La mia è una necessità di generare qualcosa. Il gol è unico, ovviamente, ma ci sono poche cose che mi piacciono di più del fare assist: l’abbraccio con il tuo compagno dopo il passaggio decisivo è bello come un gol. Mi sento un giocatore importante, rispettato dai tifosi e dai compagni di squadra, ma non mi sento un leader, nè cerco di esserlo. – ha aggiunto Dybala – Il modo di essere leader è cambiato: deve trasmettere, deve generare qualcosa di positivo nel gruppo. Non devi urlare o insultare per essere rispettato. Devi sapere quando e come parlare con un compagno. O, semplicemente, a volte non devi dire nulla. Evra, per esempio, era un fenomeno a trasmetterti qualcosa. O Buffon, che è un signore e solo la sua presenza incute rispetto“.

Marco Alpozzi/LaPresse

In merito alla convivenza con Cristiano Ronaldo nel club e con Leo Messi in nazionale, la ‘Joya’ ha chiarito le sue sensazioni: “i miei amici mi dicevano: ‘hai il meglio nella squadra nazionale e ora – in riferimento a CR7 – ti portano il migliore’. Hanno torto. E’ un vantaggio per me, posso studiarli ogni giorno. Chi non vuole confrontarsi con i migliori? Stiamo parlando di due fenomeni, due che sono uno o due gradini sopra il resto, a livello di calcio e anche a livello mentale. Con Cristiano ho un buon rapporto. Parliamo molto della nazionale, la Juve, ma anche di cose che non hanno nulla a che fare con il calcio. E anche con Messi. La relazione è cresciuta molto, è diventata stupenda“.

Chiosa finale su Maurizio Sarri: “ha un modo completamente diverso di intendere il calcio rispetto ad Allegri. Per me e forse anche per il resto degli attaccanti è più divertente. Abbiamo di più la palla e creiamo più occasioni. Ti consente di rischiare e fare qualcosa di diverso perchè sai che potrai avere un’altra opportunità. E questo ti dà molto: impari, giochi veloce e attacchi tutto il tempo“.

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