Dybala
Marco Alpozzi/LaPresse

La Juventus gioca a calcio e batte l’Atletico Madrid: ‘Colchoneros’ incapaci di andare oltre il ‘non gioco’ del Cholismo. Simeone apra gli occhi

Juventus-Atletico Madrid è stata una delle sfide di cartello del quinto turno dei gironi di Champions League. Non soltanto una sfida fra due grandi squadre, ma anche un vero e proprio scontro fra due filosofie di gioco agli antipodi nell’intendere l’approccio alla partita. Sarrismo e Cholismo, lo yin e lo yang del mondo del pallone: il primo predilige un gioco offensivo, divertente, propositivo; il secondo è la sintesi del ‘non gioco‘.

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Se la partita di questa sera avesse avuto il compito di svolgere una selezione naturale di stampo darwiniano, il Cholismo si sarebbe (finalmente) estinto. La Juventus ha dominato sul piano del gioco, mantenendo il 58% di possesso palla, effettuando 673 passaggi contro i 455 degli avversari, trovando il gol con una perla di Paulo Dybala su punizione. La serata no di Cristiano Ronaldo e l’ostinata difesa degli avversari non ha reso la partita godibile dal punto di vista delle emozioni, come del resto quasi tutte quelle dei ‘Colchoneros’. Atletico, non ancora sicuro del passaggio del turno (+1 sul Leverkusen con una partita da giocare), sceso in campo a Torino per difendere lo zero a zero contro una Juventus, già sicura del passaggio del turno e del primo posto con un pareggio, pronta a vincere per chiudere il girone. Mentalità differenti.

GABRIEL BOUYS / AFP

Il Cholismo si conferma infruttuoso in Europa. Difesa ad oltranza, estremizzazione del ‘non gioco‘, la tattica che mira ad impedire di giocare agli avversari, anche a costo di non andare oltre il pareggio: un rischio accettabile per la filosofia del ‘primo: non prenderle‘. E sfatiamo anche il mito della squadra tutta ‘cuore e pressing’. Chi si esalta per i cagnacci del centrocampo e per gli attaccanti che ripiegano come fossero terzini, che si riempie la bocca di garra ed esalta il catenaccio può andare tranquillamente a guardare le partite di terza categoria. La Champions League è la ‘Coppa dei Campioni‘, i campioni giocano a calcio. Il pressing vero è quello del Liverpool, il ‘Gegenpressing‘ di Jurgen Klopp, quello che si fa nella metà campo avversaria utile a recuperare palla e fare gol, quasi una seconda fase dell’attacco una volta perso il possesso, mai l’unica soluzione difensiva.

LaPresse/EFE

Condivisibile o meno, il Cholismo sarebbe anche un’idea di gioco sostenibile se i pochi gol segnati portassero a qualcosa, ma i 6 gol fatti e 5 subiti, al netto di 7 punti totali nel girone, la dicono lunga sull’andamento della squadra. Le cifre legate strettamente all’attacco sono ancora più sconfortanti. Prendendo in esame la passata stagione, per avere un quadro completo sulle 38 partite, l’Atletico ha segnato 55 gol totali in Liga, 4 in meno del Levante (15°) e 35 in meno del Barcellona (90 totali) campione. Quest’anno, senza il miglior Diego Costa e soprattutto senza Griezmann, davanti si fa ancora più dura.

Dybala
Marco Alpozzi/LaPresse

Simeone apra gli occhi, il Cholismo è ormai morto. Dal Sarrismo invece una grande lezione: il calcio è attacco, è la giocata del campione, è la verticalizzazione che porta alla vittoria. Il calcio è un gioco, va giocato. Il Sarrismo è esaltazione di questo gioco in chiave offensiva. Il calcio non sarà mai un mediano preferito ad un Dybala: il calcio è gioia, anzi ‘Joya‘.

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