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LaPresse/PA

Jon Rahm vince a Dubai e diventa numero 1 in Europa: lo spagnolo battuto in un emozionante finale Tommy Fleetwood. Buona prestazione di Guido Migliozzi (16°)

Autentica impresa di Jon Rahm, vincitore con 269 (66 69 66 68, -19) colpi del DP World Tour Championship, ottavo e ultimo evento delle Rolex Series, che ha chiuso la stagione dell’European Tour e che lo ha incoronato numero uno in Europa, succedendo a Francesco Molinari. In un giro finale emozionante, combattuto, con gran gioco e ricco di emozioni, lo spagnolo ha avuto ragione per un colpo di Tommy Fleetwood (270, -18), rinvenuto di prepotenza nelle ultime sette buche a suon di birdie (cinque). Rahm, raggiunto dall’inglese, si è trovato a dover tirare sulla 18ª buca un putt per il birdie che valeva cinque milioni di dollari, tre milioni di prima moneta (premio più alto per una gara in assoluto nel mondo) su un montepremi di otto milioni di dollari, il più cospicuo del circuito, più altri due milioni di dollari di bonus per la Race to Dubai (ordine di merito). E lo ha imbucato da circa due metri dopo una magistrale uscita da un bunker.

Tre gli azzurri in gara con Guido Migliozzi che ha ottenuto un lusinghiero 16° posto (283 – 73 70 68 72, -5), al termine di un’ottima prima stagione sul tour, e con Francesco Molinari 40° con 289 (69 76 71 73, +1), e Andrea Pavan, 49° con 297 (77 74 71 75, +9).

Note di merito per Mike Lorenzo Vera, leader per tre turni, terminato alle spalle dei due protagonisti con 271 (-17), mentre Rory McIlroy, ha chiuso in quarta posizione con 276 (-12), dopo una prestazione estremamente altalenante. In alta classifica, però mai in corsa per il titolo, Danny Willett, quinto con 277 (-11), Sergio Garcia, Tom Lewis e Thomas Pieters, sesti con 278 (-10).

Rahm come Ballesteros – Cinque giocatori potevano imporsi nella Race To Dubai. Gli altri tre erano Bernd Wiesberger (28° con 286, -2), leader alla partenza, che si è subito defilato uscendo dalla contesa, Matthew Fitzpatrick, nono con 279 (-9), e Shane Lowry, 12° con 281 (-7), anche loro rapidamente fuori gioco.

Jon Rahm, 25enne di Barrika con sei successi sull’European Tour (unico con quattro nelle Rolex Series istituite nel 2017) e tre sul PGA Tour, è il secondo spagnolo a vincere la money list sul circuito dopo Severiano Ballesteros. Ha fatto meglio invece del grande campione iberico limitatamente a sei titoli siglati fino ad ora, poiché ci è arrivato dopo 40 gare disputate, contro le 55 che erano servite al suo connazionale per lo stesso traguardo. Il successo lo ha anche fatto salire al terzo posto nel World Ranking. Nel suo score di 68 (-4) cinque birdie sulle prime sette buche, con sei colpi di vantaggio, poi quattro bogey e tre birdie che hanno portato al brivido finale. Fleetwood, vincitore della Race To Dubai nel 2017, è rinvenuto con un 65 (-7) grazie all’accelerazione di cui si è detto preceduta da tre birdie e un bogey nella prima metà del campo.

Sento che vorrei piangere per l’emozione” ha detto Rahm a caldo. “Avevo tanti colpi di vantaggio, ma mi sono ritrovato a dover imbucare l’ultimo putt per vincere. Tante volte avevo sognato di fare birdie sulla buca finale per conquistare un titolo e ora si è avverato. E’ stata veramente dura. Può succedere che ci siano dei ribaltamenti anche inattesi durante una gara, ma la mia forza è stata quella di tener duro dopo aver perso un po’ di concentrazione a partire dall’ottava buca. Comunque non pensavo di esprimermi a questo livello dopo sei settimane di riposo”.

Gli azzurri – Guido Migliozzi ha recuperato gradatamente posizioni dopo aver iniziato al 33° posto. Nel giro finale si è espresso con un 72 (par) frutto di tre birdie e di tre bogey. Francesco Molinari e Andrea Pavan hanno probabilmente risentito di una stagione sicuramente logorante. Il torinese, penalizzato da un 76 (+4) nel secondo turno, ha girato in 73 (+1) con cinque birdie, quattro bogey e un doppio bogey, e Andrea Pavan ha messo insieme due birdie e cinque bogey per il 75 (+3).

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