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Photo4/LaPresse

Mattia Binotto analizza la disastrosa prestazione di oggi della Ferrari negli Stati Uniti: le parole del team principal del Cavallino dopo la gara di Austin

Mercedes in festa ad Austin: Valtteri Bottas si è aggiudicato il Gp degli Stati Uniti ma le celebrazioni sono tutte per Lewis Hamilton, che ha conquistato il suo sesto titolo Mondiale, grazie al secondo posto in gara. Non può sicuramente festeggiare invece la Ferrari, protagonista di una gara disastrosa: Vettel è stato costretto al ritiro dopo 8 giri dal via, mentre Charles Leclerc non è riuscito a far meglio del quarto posto e non ha nascosto tutto il suo dispiacere.

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La Ferrari non può dunque dirsi soddisfatta del weekend di Austin: “è stata una gara in generale molto difficile, quasi disastrosa, con Seb con un problema alla sospensione posteriore, pensiamo che il problema ci fosse da inizio gara, capire quando e come non è ancora stato possibile, lui si è lamentato subito di un problema alla macchina. La gara di Seb condizionata da questo problema, quella di Charles compromessa dal primo stint e dalle gomme, non hanno funzionato, poi tutto sommato il secondo e terzo stint era discreto. Sicuramente il primo stint in qualche modo ha compromesso tanto la gara, tanto da analizzare e da capire, fortemente delusi, non rispecchia quello che abbiamo fatto nelle ultime gare, vedremo. Sicuramente è una brutta parentesi, spero che ci sia d’aiuto, da questi problemi, da brutte prestazioni c’è sempre da imparare, cercheremo di imparare e diventare più forti“, ha dichiarato Mattia Binotto ai microfoni Sky.

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Seb credo sia un signore da questo punto di vista, è un quattro volte campione del mondo, sa quanto è bello ed importante vincere, anche noi dobbiamo fare le nostre congratulazioni a Lewis, ha fatto una stagione perfetta, lui e la squadra, bravi, bravo. Quando parti con delle buone basi e mentalità vincente è facile far risultati, ci stiamo allenando per dargli filo da torcere“, ha concluso il team principal Ferrari sul gesto di Vettel nel retropodio.