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Juan Manuel Correa a 360 gradi: dalla paura di non riprendersi completamente all’incidente di Spa

Sono passati mesi ormai dallo spaventoso incidente di Formula 2 a Spa, dove ha perso la vita il giovane Anthoine Hubert. Nello schianto è stato coinvolto anche Juan Manuel Correa, che dopo essere stato sottoposto ad operazioni, adesso ha iniziato la sua riabilitazione, muovendo i primi passi.

juan manuel correaL’ecuadoriano-statunitense ha rilasciato una lunga intervista a Mundo Sport, nella quale racconta ciò che sta vivendo: “i dottori mi hanno praticamente ricostruito la gamba destra, mentre la sinistra ha avuto lesioni molto minori, tant’è che è bastato un solo intervento chirurgico. Il processo durerà un anno, dovrò fare altre operazioni e poi iniziare il recupero e la riabilitazione. Purtroppo è molto probabile che non riuscirò a riprendermi completamente per quanto riguarda la gamba destra, ma lotterò per poter nuovamente pigiare un acceleratore. Nella parte inferiore della tibia ho perso 6cm di osso, ma grazie ad un dispositivo speciale ora sta ricrescendo. Si tratta di quelle placche di metallo che si vedono spesso in giro, permettono all’osso di ricrescere di un millimetro al giorno. Il 23 dicembre avrò un altro intervento, cioè quando l’osso avrà raggiunto il piede, dopo di che dovrò attendere che sia abbastanza forte da poter sostenere il mio peso. Successivamente verranno rimosse anche le placche metalliche e in base al dolore e alla mobilità bisognerà valutare quali altre operazioni potrò sostenere“.

juan manuel correaAll’inizio i dottori si aspettavano che ci mettessi almeno due anni per recuperare pienamente, ma il mio corpo sta facendo tutto molto più velocemente e le ossa si stanno rigenerando molto più velocemente del normale. Ad essere ottimisti, fra un anno circa avrò un’idea del recupero che avrò fatto e di dove potrò arrivare. Essere un atleta professionale ha aiutato molto, non solo dal punto di vista osseo e corporeo, ma anche per altre cose, come l’arresto dell’attività polmonare. Sono stato in coma due settimane e se non avessi avuto una condizione fisica ottimale non sarei sopravvissuto. Ho un carattere forte e quando mi sono svegliato dal coma mi sono trovato davanti a due strade: stare a deprimermi a letto, oppure rialzarmi e lottare. Ho scelto la seconda, sono molto motivato dal sogno di poter ritornare in F2 e inseguire poi quello della F1“, ha aggiunto.

Il giovane pilota è poi tornato a quel tragico incidente: “è strano, ma non ho mai perso conoscenza. L’impatto è stato di 70G e quando ho detto ai dottori che ero sveglio non mi volevano credere. Prima dell’incidente mi ricordo che ho tirato i muscoli e mi sono rannicchiato. Anche questo ha aiutato, dopo di che volevo uscire da solo dalla monoposto. Me lo ricordo bene, come ricordo ogni istante dell’incidente. Arrivato all’Eau Rouge sono passato sui detriti della macchina di Giuliano Alesi, che si sono incastrati sotto la mia ala anteriore facendomi andare dritto contro quella di Hubert. E’ tutto chiarito, ho incontrato le persone della FIA ed è stata solo una gran sfortuna, una catena di eventi che ha coinvolto quattro o cinque auto. Quello che ho detto loro coincide con il resoconto che hanno. Ormai è finita e comunque ulteriori investigazioni non cambieranno quello che è successo. Mi sono servite alcune settimane per accettare quello che era accaduto, è difficile capire ogni cosa quando sei sotto antidolorifici in ospedale. Mi ci è voluto del tempo, ma sono uno pragmatico e ho capito che ormai non si può cambiare nulla, per cui devo trovare il lato positivo. Ovviamente sono molto triste perché Anthoine era un buon amico. Ora sento che devo rientrare non solo per me, ma anche per lui“.

juan manuel correaInfine sul suo sogno di diventare un pilota di Formula 1 ha concluso: “il mio è un incidente che ti cambia la vita, non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Quando ti trovi così vicino alla morte e sopravvivi, guardi oltre le corse. In ospedale c’erano momenti dove non ero sicuro di voler tornare a gareggiare, poi ho capito che questa è la mia passione, seppur abbia ben chiaro che ci sono altre priorità, come la salute e la famiglia. Ma la mia passione è correre. Un mio amico mi ha chiesto se questo ha spento i miei sogni di F1. Gli ho risposto che un incidente del genere non li spegne, ma ti fa scegliere se voler affrontare dei rischi per realizzarlo, oppure no. Ho deciso di continuare perché è il mio sogno“.

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